È scontro sulla divisione di Atm

«Va approvata al più presto in Consiglio comunale la delibera sul riassetto societario di Atm: corriamo il rischio che l'azienda perda nel futuro prossimo la gestione del trasporto pubblico milanese».
A lanciare l'allarme è l'assessore comunale ai Trasporti, Giorgio Goggi, che ieri ha spiegato in Commissione il rischio di un ulteriore rinvio nell'approvazione del provvedimento. «Le nuove disposizioni di legge - ha detto - impongono alle società di servizi lo scorporo in diversi rami per poter partecipare alle gare di concessione della gestione. Il Comune deve indire il bando di gara entro il 31 dicembre del 2006 e quindi sarebbe irresponsabile continuare a mettere i bastoni tra le ruote a questo provvedimento».
La delibera è stata approvata in giunta nell'estate scorsa, ma non è ancora arrivata in Consiglio comunale. L’assemblea dovrebbe dare al più presto il via libera alla trasformazione dell'Azienda trasporti milanesi in una holding mista, con la costituzione di 4 società controllate alle quali verrebbero conferiti i diversi «rami» d'azienda. Un procedimento imposto dalle norme per la liberalizzazione del trasporto pubblico, che prevedono l'abolizione della concessione diretta della gestione dei servizi e il suo affidamento solo attraverso gare a evidenza pubblica: la separazione, nelle società di trasporto, tra la gestione del servizio e il patrimonio di reti e impianti è precondizione per poter partecipare alle gare. E per lo svolgimento di queste ultime, «Tecnicamente, i tempi sono risicati» ha detto Goggi.
Le opposizioni di centrosinistra hanno però fin da subito annunciato la loro contrarietà all'ipotesi di scorporo in quattro diversi rami di Atm prospettata dalla giunta. «C'è la nostra disponibilità a discutere dello scorporo, ma se invece la scelta che la giunta vuole fare è per la costituzione di 4 società, noi siamo contrari e sarà battaglia politica» ha detto il capogruppo dei Ds, Emanuele Fiano. «Fino al 31 dicembre scorso il Comune aveva la possibilità di dare corso a una gara, mi chiedo perché non l’abbia fatto» aggiunge Gianni Occhi di Rifondazione.
«Esistono decisioni obbligatorie e decisioni facoltative, riguardo agli assetti societari di Atm - ribatte il capogruppo di Forza Italia Manfredi Palmeri-. Le prime hanno elevate probabilità si essere approvate nelle prossime sedute di consiglio, le seconde hanno scarse probabilità, per adesso, di essere prese in considerazione, se non nella misura in cui costituiscano una chiara opportunità per l'azienda, ma ancora di più per migliorare il servizio di trasporto pubblico per i cittadini milanesi».