Scontro fra tram, Atm si assolve: «Nessun cattivo funzionamento»

Come mai sempre allo stesso incrocio? Quello dell’altro giorno, infatti, è il terzo scontro tra il tram 9 e il 29/30 che si verifica nell’incrocio - ormai noto ai milanesi come «maledetto» - tra viale Bligny e via Ripamonti: i precedenti il 21 giugno e il 19 luglio 2005. Nonostante ciò la commissione tecnica di indagine di Atm «ha escluso che l’incidente possa essere stato causato da malfunzionamenti parziali o totali degli impianti. I tecnici, coordinati dal direttore di esercizio ingegnere Ettore Kluzer - si legge nel comunicato diffuso dall’azienda -, hanno esaminato: il sistema scambio-lanterna e tutti i meccanismi a esso collegati, il tracciato della velocità del tram, i tracciati dei passaggi precedenti l’incidente nel punto interessato, nonché il sistema di azionamento dello scambio posto a bordo del mezzo». Si è trattato dunque di errore umano, anche se qualche dubbio sulla commissione tecnica rimane: «Senza voler mettere in dubbio i risultati dell’indagine, la commissione tecnica ha un valore relativo. Nella commissione, infatti, avrebbe dovuto partecipare almeno un perito esterno. E come mai le rappresentanze sindacali sono state escluse? - si chiede Roberto Rossi, segretario della Fit Cisl -. È possibile che nel 2008 non si possa prevedere l’errore umano, se di errore umano si è trattato? E come mai gli incidenti avvengono sempre in quell’incrocio?».
Forse il conducente è stato distratto, perché non era certamente al telefono come «dimostra il suo palmare, che io ho controllato - dichiara Rossi -. Ha ricevuto una chiamata alle 8.58 dal capolinea e ne ha effettuata una alle 9.41, dopo l’incidente», avvenuto alle 9.20. Non solo, gli scambi vengono azionati a onde radio, e sono molto silenziosi: se azionati per sbaglio, è molto difficile accorgersene. Il conducente, partito da fermo, ha frenato appena si è reso conto che il mezzo stava curvando, ma il tram si è fermato solo dopo 6 metri o più. «Questi incidenti si possono evitare - sostiene Rossi - sarebbe sufficiente che il tram aspettasse, per partire, che l’altro abbia liberato l’incrocio». Semplice no?
Evidentemente non così tanto, se i dati parlano di Milano come della seconda città in Europa per numero di incidenti e chilometri di rete di tram. «Milano ha la rete tranviaria più estesa in Europa con 180 km, mentre Lisbona ne ha 94, Lione 50, Monaco 71». Tra le cause, secondo Fedrighini, la rete poco adatta alle corsie preferenziali: è anche per questo che la velocità media dei tram a Milano è di 11 km l’ora, a Monaco di 21». Gli incidenti tra mezzi Atm, infatti, sono più che raddoppiati negli anni (dai 48 nel 2004 al 106 del 2007), così come i deragliamenti (dai 46 del 2004 ai 51 del 2007) e i guasti (8 nel 2004 sono diventati 14 nel 2007). Il 2008, però, sembra portare con sé un’inversione di tendenza.
La procura apre un’inchiesta senza ipotesi di reato, né indagati.