Scontro tra treni merci Muoiono due macchinisti

Un tamponamento tutto da chiarire. La linea del Brennero resterà bloccata almeno fino a domani

da Trento

Un treno merci fermo a un semaforo rosso in mezzo alla campagna e un altro merci che gli piomba alle spalle a 110 chilometri all’ora: nel tremendo tamponamento, che ha fatto volare il secondo treno sopra il primo, sono morti i due macchinisti del convoglio investitore. Il disastro è accaduto ieri mattina sulla linea del Brennero, fra Trento e Verona.
Per Walter Mazzi, 51 anni e Giancarlo Maschi, 54 anni entrambi di Verona, non c’è stato scampo. Sono stati estratti dal groviglio metallico dopo cinque ore di lavoro dei vigili del fuoco con mole a disco e fiamma ossidrica. I primi ad accorgersi dell’incidente sono stati due dipendenti dello stabilimento Tortellini Paf, che si trova proprio davanti al luogo del tamponamento. Il traffico ferroviario è stato interrotto: è stato istituito un servizio di bus da Verona a Bolzano, destinato soprattutto ai pendolari da Domegliara a Rovereto. Gravi i disagi, che si protrarranno anche per oggi. Le ferrovie hanno comunicato che un binario sarà riaperto venerdì. Secondo le Fs, che hanno diffuso un comunicato stampa, le cause dello scontro sono ancora in corso d'accertamento. Anche il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha preferito non sbilanciarsi sull’incidente annunciando di aver inviato degli ispettori sul posto. «Abbiamo mandato immediatamente i nostri funzionari per avere qualche indicazione sulle cause», ha detto il ministro.
«Il disastro ferroviario, il terzo mortale del 2006, ancora una volta è carico di incertezze sulle cause - si legge nella nota che ha diffuso il sindacato dei ferrovieri. È necessario che venga fatta chiarezza». Quello che si sa al momento è che ieri mattina alle 5.30 erano sei i treni incolonnati su quel tratto, cinque merci e un passeggeri. E si apre la polemica: da un lato le Ferrovie dicono che l'incidentalità dei suoi treni è la più bassa in Europa, dall’altro i sindacati dei ferrovieri parlano di turni stressanti. E invitano i vertici di Trenitalia a non parlare di errore umano.