Dopo lo scontro tutto come prima

Dire che la montagna ha partorito un topolino sarebbe un entusiastico eufemismo per definire la presunta liberalizzazione delle licenze dei taxi. Infatti, dopo un braccio di ferro durato settimane, il mercato delle autopubbliche è esattamente come era prima: chiuso. Eppure è sotto gli occhi di tutti la necessità di un ampliamento dell’offerta, gravemente carente. Il governo si è rifiutato di considerare l’unica proposta pragmatica ed efficace, concepita dall’economista Franco Romani e rilanciata anche dall’Antitrust, oltre che dall’Istituto Bruno Leoni: regalare una licenza (cedibile) a chiunque ne abbia già una, in modo da raddoppiarne il numero in circolazione e mettere l’interesse individuale dei tassisti contro quello di categoria, senza calpestare le giuste rivendicazioni di chi ha pagato centinaia di migliaia di euro per poter condurre un taxi.