Scontro Visco-Istat: "Pressione fiscale al 42,5 per cento"

Stando ai dati diffusi dall'Istituto di statistica la pressione ha raggiunto il 43,3%. Il Tesoro smentisce e accusa l'Istat di aver commesso &quot;errori nel calcolo&quot;<br />

Roma - Il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco, cerca di smentire anche l'Istat. All'istituto statistico, che aveva certificato una pressione fiscale al 43,3 per cento, il braccio destro di Padoa Schioppa risponde abbassando loa cifra di 0,8 punti percentuali.

La smentita di Visco Un vero e proprio scontro. Fuochi incrociati tra gli uffici tecnici di via XX Settembre e l'istituto statistico. In una nota, il Tesoro ha infatti fatto sapere che l'Istat non ha tenuto conto alcuni aggiustamenti tanto da fargli registrare la pressione fiscale del 2007 al 43,3 per cento anziché al 42,5. "L’Istat ha considerato tra i contributi anche la quota di Trattamento di fine rapporto versata all’Inps dalle imprese con oltre 50 dipendenti (somme che sono e restano di proprietà degli stessi dipendenti) - spiega la nota resa pubblica da Visco - al netto di questa somma (circa 5,5 miliardi di euro) la pressione contributiva si ferma al 12,9%, lo 0,4% in meno". Non solo. "L’Istat non ha sottratto dalle imposte la parte di bonus incapienti versata nel 2007 (circa 560 milioni) né la cancellazione dell’anticipo di imposta che tutti gli anni i concessionari per la riscossione delle imposte versavano al fisco", continua la nota ricordando che entrambe le poste sono state considerate dall’Istat aumento di spesa. "Al netto di queste poste la pressione tributaria sarebbe stata pari al 29,6%, lo 0,3% in meno - conclude il Tesoro - la pressione fiscale, se si tiene interamente conto di questo aggiustamento, è stata nel 2007 pari al 42,5%".