Scooter fuori legge

Magari hanno passato ore in garage tra chiavi inglesi e bulloni per sistemarle, magari le hanno appena fatte rimettere a nuovo dal meccanico di fiducia. Fatto sta che i proprietari delle vecchie Vespa a due tempi Euro 0 dovranno mandare in pensione il loro gioiellino. Un dolore imposto dal nuovo piano anti smog varato dalla Regione Lombardia. Da domani non potranno più circolare durante la settimana, dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 19,30. E tra un anno esatto saranno considerate fuori legge. A meno che non vengano etichettate come moto d’epoca e registrate all’Asi, l’Automobil club storico italiano (il braccio storico dell’Aci) o a gruppi come la Fmi, la federazione motociclistica italiana. Ovviamente per ottenere l’identificazione o l’omologazione, le Vespa devono rispettare certi parametri, tra cui i vent’anni trascorsi dalla data di produzione, ed essere in uno stato pressoché perfetto, revisionate al cento per cento e fiammanti. Altrimenti, i vecchi vespini e similari avranno i mesi contati. Fino al 15 ottobre del 2011 potranno circolare la sera e sbizzarrirsi per le strade delle città dell’area critica nel fine settimana. Dopo di che verranno del tutto messi al bando. La stessa sorte tocca agli altri motorini euro 0 a due tempi: il Ciao Piaggio, il «Garellino», lo Scarabeo, il Liberty 50 costruito prima del 99. Tutti in garage e presto fuori legge. Dai meccanici tuttavia arriva un consiglio prezioso: tenere in un angolo del garage il vecchio motorino. Anche se non può più circolare, anche se non passerebbe più la revisione, potrebbe tornare utile per ottenere i finanziamenti della prossima campagna incentivi. Ammesso che nei prossimi mesi ce ne sia una. Al di là del modello, per capire se il proprio motorino rientra nelle categorie vietate o meno, bisogna dare un’occhiata al libretto di circolazione. Altrimenti si rischiano multe salate, che vanno dai 75 ai 450 euro. Si salvano i motorini Euro 1, immatricolati dopo il ’99. Per riconoscerli, sul libretto si deve leggere la dizione «conforme alla direttiva 97/24 CE cap.5». Gli Euro 2 avranno invece la scritta «conforme alla direttiva 97/24 CE cap.5 fase II» se sono ciclomotori e «direttiva 2002/51/CE fase A» se sono motocicli. Salvi dai blocchi anche gli Euro 3 e tutti i mezzi catalizzati.
A finire nella morsa dei divieti settimanali sono invece le auto a benzina Euro 0, i diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2: si tratta delle vecchie macchine non catalitiche immatricolate fino alla fine del 1992, dalle Panda alle Uno Fiat, dalle Ritmo alle Renault 5. Per verificare la categoria della propria auto, basta controllare il libretto. Se è Euro 1, si troverà la scritta «83/351 CE rif 91/441 CE» o «88/436 CE rif 01/441 CE». Se è Euro 2: «994/12 CEE» o «91/542» o una lunga serie di diciture simili. Il blocco per i vecchi benzina o diesel scatta in 209 comuni della Lombardia.