Lo scooter genovese che clona i cinesi

Un mese fa, attraverso queste pagine, il presidente di Ecomission Walter Pilloni promise: «Porterò la produzione delle mie moto elettriche dalla Cina a Sestri Ponente per avere il primo veicolo made in Italy al 100%». Detto, fatto. Nei giorni scorsi, in occasione del Green City Energy organizzato ai Magazzini del Cotone, Ecomission ha infatti presentato il primo EcoJumbo uscito da Sestri. Il colore scelto per lo storico primo veicolo genovese è stato il verde Kawasaki, una scelta dettata da bisogni espositivi per affiancarlo ai «fratelli» in bianco e in rosso e formare il tricolore italiano. «Abbiamo dato seguito alle nostre intenzioni con un progetto che è oramai concreto - ha spiegato Pilloni -. Abbiamo clienti che vengono da fuori e ci mandano un acconto senza neanche visionare il prodotto. Paradossalmente adesso abbiamo il “problema” di avere troppi ordini rispetto alla produzione».
«Facendo poco stiamo ottenendo già tanto - ha proseguito Pilloni -. Non oso immaginare cosa potrebbe diventare questo progetto qualora venisse seguito con grande attenzione da tutti». Questa settimana da Sestri è uscito l'EcoJumbo numero 1 della nuova produzione genovese, e non si tratta di un lancio commerciale fine a se stesso ma del vero e proprio inizio di una nuova era. «Stiamo procedendo a grande ritmo per adattare i nostri spazi di Sestri ad una produzione di 50 veicoli al mese - ha precisato Walter Pilloni -. Attualmente siamo nella fase di passaggio un po' come la tv quando è passata dal segnale analogico al digitale. Per completare lo switch off ci servirà tempo fino a gennaio, da lì in poi contiamo di partire a pieno regime con la produzione».
Il nuovo corso made in Italy significa maggiore affidabilità a livello tecnico dei veicoli ma anche una cura dei particolari, come le nuove selle bicolor e i nuovi specchietti. È bene sottolineare, però, che per un nuovo prodotto di qualità migliore, il prezzo rimane sempre invariato (3300 euro per i genovesi). La solita nota dolente che accompagna il progetto di Ecomission è rappresentata dalle istituzioni, che nonostante l'impegno dimostrato da Smart City e da eventi come il Green City Energy organizzato al Porto Antico, sembrano ripetere come un mantra il «vorrei ma non posso». «L'appoggio degli enti è fondamentale però nel frattempo sto cercando anche altri soggetti da coinvolgere nel progetto - ha rivelato Pilloni -. Sto proponendo le mie colonnine di ricarica gratuitamente (grazie ad un bando europeo vinto, ndr) e spero che qualcuno raccolga il mio invito. Il mio sogno è coinvolgere gente come Garrone e soggetti come la Carige in questo progetto, e farò di tutto almeno per provarci».
Ecomission è un progetto che oltre alle vendite comprende anche la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie nella mobilità sostenibile, un campo in continua espansione ma ancora poco sentito, come ha notato in occasione del Green City Energy la presidente della Facoltà di Ingegneria di Genova, Paola Girdinio. «La mobilità sostenibile non ha colore politico va solo gestita in modo da farla accettare dalla cittadinanza - ha spiegato -. Serve educazione fin dalle scuole elementari accompagnata da iniziative che ne favoriscano l'uso come un car sharing ad auto elettriche o l'uso di bus sempre a trazione elettrica».