Alla scoperta dei migliori indirizzi dove mangiare, bere e rilassarsi in una delle isole dell’arcipelago delle Eolie Le bontà che profumano Salina Dall’agghiotta di Michele Caruso al tonno del Portobello, bevendo Malvasia e gustando granite

Salina è un grande scoglio a picco sul mare, così verde e rigogliosa da essersi meritata l'appellativo di perla verde delle Lipari, il cui nome deriva dalle antiche saline in comune di Lingua. L'isola si sta ancora riprendendo da un secolo duro che ha visto prima morire i vigneti di malvasia che, da soli, producevano tutta la ricchezza dell'isola, poi fuggire i suoi abitanti oltre oceano, in cerca di fortuna. Oggi la viticoltura ha ripreso vigore, il pesce non manca, i funghi abbondano, per non parlare di capperi, erbe e sapori, frutta e verdura, e del turismo che porta capitali.
I posti dove godere dei sapori isolani abbondano. Il meglio dell'ospitalità e della ristorazione lo si trova all'hotel Signum, a Malfa, della coppia Michele Caruso, anche chef, e Clara Rametta, aiutati dal giovane figlio Luca. Impeccabili Vincenzo Minieri, sommelier, Francesco in sala, Raffaele al bar, e tanti altri sorridenti fanciulli il cui unico scopo è far felici gli ospiti. Non perdete nulla del cangiante menù del Signum, a costo di tornarci più volte, per assaggiare gli strabordanti piatti di pasta (un tripudio di profumi i bucatini al ragù bianco di mare, i ravioli ripieni di pesce, la pasta all'aragosta) o godere dei gamberetti al sesamo e miele millefiori di Salina, della tartare di gamberi, ma soprattutto dell'Agghiotta di pesce, zuppa rossa tipica dell'isola, in cui per noi si tuffò una ricciola. I dolci (eccellenti biancomangiare alle mandorle e cassata) sono fatti in casa. Paste secche e biscotti ripieni di confettura isolana (albicocca, fichi d'India, corbezzoli, prugne) per caffè e passiti dalla vicina pasticceria Cosi Duci.
Restando a Malfa, altre delizie eoliane alla Società Cooperativa Elios, mentre la rosticceria Malvasia è l'ideale per pasti veloci: arancini, mozzarella in carrozza, caponata e mille altre leccornie sono preparate con tutto l'amore necessario a non farvi dimenticare nulla di quello che assaggerete. Imperdibile il tramonto dalla terrazza del Santa Isabel Lounge, dove andare per un tardo aperitivo più che per una cena, vista l'impostazione modaiola del menù. Altra tappa fondamentale è Pollara, famosa perché vi si trova la casa che nel film Il Postino era di Pablo Neruda/Philippe Noiret. Sostate al Cappero, agriturismo vista mare con vicino bed & breakfast, aperto solo due anni fa dalla famiglia Ristuccia, tornata a Salina dopo decenni in Australia. Vi lavorano il signor Nando e la moglie Anna, che vi cucina i piatti tipici dell'isola, la figlia e suo marito, Giuseppe Famularo, titolare dell'omonima azienda agricola legata alla produzione dei capperi. Menù semplice ma efficace: pasta al finocchietto saltata nel vino cotto e al ragù di capperi e secondi a base di verdure polpette di melanzane in agrodolce, tortino di patate e funghi, perché il pesce si cucina solo se il pescatore lo porta. Se siete fortunati troverete vasetti di tonno messo sott'olio dallo stesso Nando.
Dall'altra parte dell'isola sta Lingua, famosa per la granita del bar Alfredo. Super anche il pane cunzato, sorta di grande panzanella che può essere condita a piacere: ideale per due persone, perché di mastodontiche dimensioni, il Salina (pesto di capperi e mandorle, pomodori, cucunci, melanzane alla griglia, ricotta infornata, menta) è il migliore. Per un pranzo leggero a base di pesce optate per Il Delfino o Il Gambero, entrambi affacciati sul mare e sull'isola di Lipari. Si cena di gusto sulla terrazza del Portobello, a Santa Marina, della famiglia Cataffo, dai cui terreni provengono gran parte delle materia prime utilizzate. Teodoro ha aperto il ristorante nella vecchia casa paterna; la moglie Marilena è in cucina dall'apertura, anno 1978; il figlio Dario passa l'estate tra i tavoli, creando magnifici dolci (tortino al cioccolato con marmellata di albicocche della casa, ricotta di capra con miele, pistacchi e uva passa). Nel menù i piatti di tonno riportano la nota «se ce n'è»; e se ce n'è si può assaggiare la mitica cassata di tonno, in caso contrario ottimi anche i calamaretti ripieni con cipolla e malvasia o i famosi Spaghetti al fuoco (per gli amanti di aglio e peperoncino).
Sempre a Santa Marina potete assaggiare l'ottima granita del chioschetto, vicino alla Chiesa, e fare acquisti dolci all'Antica Pasticceria Matarazzo o alla succursale dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica, dove provare l'azzardato abbinamento cioccolato-sale. In ogni caso, ovunque nei 27 chilometri quadrati dell’isola di Salina, non scordatevi di annaffiare ogni pasto con del buon vino locale, vista l'ampia scelta che vi si offre.