Alla scoperta dei migliori passiti lombardi

Non c'è vignaiolo ambizioso che non abbia mai pensato di rischiare una parte del raccolto per portare a casa uve surmature o passite. Per un grande vino passito occorrono cuore, coraggio e impegno senza limiti. Ma non esiste neanche uno stereotipo assoluto che surclassa gli altri; né un solo metodo, né un clima ideale e nemmeno un vitigno in particolare. Tutto corre sul filo tra fato e talento, empirismo e disciplina, intuizione e tradizione.
Prendi la Sicilia: a Marsala i più grandi vini da meditazione sono austeri, potenti, salini, lo zucchero è limitato e si punta alla complessità; alle Eolie, al contrario, la Malvasia è dolce come miele, profumata come fiori di pesco. E la Toscana: il Vin Santo è interpretato in diversi modi; può essere dolcissimo e denso come uno sciroppo, oppure secco, violento e alcolico come un distillato.
In Lombardia e nelle regioni vicine, i vini dolci hanno una matrice nordica che punta alla trasparenza aromatica, alla ricchezza zuccherina. Nella bergamasca prendi il rosso Moscato di Scanzo in Valcalepio: i suoi profumi sono speziati, la sua beva polposa, la persistenza ficcante. Tra gli assaggi recenti, gustosissimi sia il Don Quijote 2004 di Monzio Compagnoni ad Adro, 030.7457803, monziocompagnoni.com, che Il Goccio di Sole 2005 di Caminella a Cesate di Sotto, 035.941828, caminella.it. Oppure il Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese, quintessenza enologica oltrepadana: in un unico vino si fondono il colore rosso delle uve migliori, la spumosa vivacità della tradizione, e la dolcezza di queste colline. I Vanzini a San Damiano in Colle, 0385.75019, vanzini-wine.com, ne producono una versione finalmente non così rustica come d'abitudine. A Bedizzole, nell'affascinante comprensorio del Garda morenico, la Cantrina, telefono 030.6871052, cantrina.it, produce un ottimo vino dolce di estrazione sauternais. Si chiama il Sole di Dario (dedicato al fondatore, il compianto Dario Dattoli): il 2003 è ampio e mieloso, il 2001 più minerale e iodato, comunque sempre dolcissimo, grasso, ben curato. A Lugana di Sirmione, sempre sul Garda, ma questa volta in prossimità della costa, i fratelli Dal Cero, 030.919468, cadeifrati.it, dal 1988 producono il Tre Filer: del 2004 apprezzi il bel ventaglio aromatico, la buona vena minerale, la bella misura zuccherina. Appena fuori dai confini regionali, nella piacentina Val Trebbia, Elena Pantaleoni di Rivergaro, telefono 0523.958159, lastoppa.it, rappresenta il meglio dell'enologia emiliana: coraggio interpretativo, grandi progetti e tante scommesse vinte. Doti che si fondono in una delle più autentiche malvasie italiane in versione passita: il Vigna del Volta. Immensa qualche annata del passato, ottime le recenti 2003 e 2004.