Alla scoperta delle perle dell’Oltrepò mantovano

Del Mantovano sentiamo spesso cantare le lodi del capoluogo Mantova oppure dell'entroterra gardesano meridionale, regione da cui si ricavano buoni vini. Chissà perché sono in pochi a parlare del Polirone, territorio appena a sud del Po ora investito da un'importante ricorrenza. Sono mille le primavere che festeggia l'Abbazia di San Benedetto Po, splendido complesso monastico battezzato nell'anno 1007 dal nonno di Matilde di Canossa, la grande contessa, i cui resti sono conservati proprio qui. Immancabile una visita al bellissimo chiostro di San Simeone, ai mosaici e agli affreschi della Montecassino del nord, frutto della cura secolare dei frati benedettini.
Ora et labora, dunque, ma anche ora et divora: dopo aver assistito a uno dei numerosi eventi in programma per il millenario, www.millenariopolironiano.it, ha infatti senso celebrare il lato gola. Il binomio più gettonato associa le scaglie di Parmigiano Reggiano al Lambrusco Mantovano: per il primo si può far rotta verso il caseificio della Società Cooperativa Caramasche di Pegognaga, www.parmigianoreggianoitalia.it, per il secondo la storica Cantina sociale di Quistello, www.cantinasocialequistello.it. Buoni anche i prodotti dalla Corte Restara-Ca' Guerriera di Sustinente, www.corterestara.com, agriturismo messo a nuovo con trattoria e poche comode camere (86 la doppia colazione inclusa), sereno punto di partenza per una bella sgambata in bicicletta tra gli argini e le imponenti chiuse del Po. Per cena, scegliete ancora San Benedetto Po per L'Impronta, 0376-615843, a un passo dal monastero, è un ristorante elegante gestito dal garbo dello chef Matteo, ex Ambasciata di Quistello, e dalla moglie Clara, che interpretano con piglio frizzante la tradizione mantovana: tortelli di zucca e sorbir d'agnoli, certo, ma anche il meglio del pesce di fiume come i bigoli con luccio e salsa di sardelle o il filetto di pesce persico con pomodori secchi. Il tutto a 30 euro vini esclusi.