Scoperta vecchia condanna: il candidato sindaco si ritira

A Chiusavecchia Giampaolo Brunengo costretto a rinunciare a favore dell’unico avversario

Diego David

Oreste Lajolo, 52 anni, impiegato Telecom, e attuale vicesindaco di Chiusavecchia, piccolo centro della valle Impero, candidato alla carica di primo cittadino per la lista «Insieme per Chiusavecchia» il prossimo 28 maggio sarà sicuramente eletto a capo dell'amministrazione civica. Il motivo? Il ritiro della candidatura da parte del suo avversario Giampaolo Brunengo, 57 anni, che aveva avanzato la sua candidatura a capo della lista «Tutti Uniti».
Ufficialmente Brunengo si è ritirato dalla campagna elettorale per motivi familiari, ma alla base della sua decisione ci sarebbero gli strascichi di una vecchia vicenda giudiziaria risalente al 2001, che Brunengo aveva preferito chiudere tre anni dopo con un patteggiamento. Infatti una legge del 2002 prevede che per certi reati, in questo caso associazione per delinquere, falso e peculato, l'applicazione della pena su richiesta sia considerata alla stregua una vera e propria condanna ostativa all'elezione.
Lajolo, esponente di Forza Italia, invece di gongolare, si dimostra quasi dispiaciuto della piega che hanno preso gli eventi: «A nome mio e del mio gruppo non posso che dire bene di Brunengo. È una brava persona che in paese si è sempre comportato in modo irreprensibile ed è uno stimato volontario della Croce Rossa. Adesso siamo in attesa delle decisioni della Prefettura. Speravamo in una campagna elettorale aperta, ma a quanto apre così non potrà essere».
Ma la diffusione nel paese di volantini, in stile «pizzini» utilizzati da qualcuno per diffondere la notizia? «Totalmente falso. Al massimo la notizia è stata scaricata da Internet e fatta vedere da qualcuno al proprio vicino di casa. Mi sembra normale quando gli animi si surriscaldano un po’». Amareggiati sono soprattutto i componenti della lista che avrebbe dovuto appoggiare Brunengo. Dice un candidato mancato, che vuole mantenere l'anonimato: «È un vero peccato. In un solo colpo tutti noi abbiamo perso la possibilità di essere eletti e di poter fare qualcosa per il nostro paese e per le caratteristiche frazioni di Sarola e Olivastri. Tra l'altro, Brunengo è pure un uomo mite, una brava persona impegnata nel mondo del volontariato, al quale tutti vogliono bene. Però se c'era qualche incompatibilità avrebbe dovuto rifiutare subito. A questo punto il Comune andrà sicuramente nelle mani di persone riconducibili a partiti politici, alcuni candidati, infatti, sono tesserati per Forza Italia, Udc e addirittura per La Margherita, mentre noi eravamo l'espressione di una vera e propria lista civica».
Con ogni probabilità, dunque Oreste Lajolo, sarà il successore del compianto Miriano Devia la cui scomparsa lo scorso anno ha lasciato un grande vuoto nella comunità di Chiusavecchia. La figlia di quest'ultimo, Federica, tra l'altro, è fra i candidati mancati della lista che avrebbe dovuto appoggiare Brunengo, quindi avversaria dell'attuale amministrazione capeggiata dal padre fino alla sua prematura scomparsa. Come mai? «Si tratta di scelte personali» taglia corto Lajolo, ma l'intera vicenda dimostra che a Chiusavecchia per la successione allo «storico» sindaco Devia ci sono idee diverse e contrapposte rispetto ai candidati del gruppo guidato da Lajolo all'interno del quale spicca, tra gli altri, la figura dell'imprenditore oleario Alfredo Anfosso notoriamente legato all'Udc.