Scoperto call center a Montespaccato trasformato in centrale dello spaccio

L'etiope che lo gestiva, era stato sorpreso già a settembre dello scorso anno mentre vendeva cocaina nel locale. Ieri gli agenti dell'Aurelio lo hanno nuovamente arrestato.

Un via vai ininterrotto, a qualsiasi ora del giorno. Apparentemente tutti clienti, soprattutto stranieri, in fila per telefonare nei loro paesi d'origine a parenti e amici. Ma in realtà dietro al call center, si nascondeva un vero e proprio spaccio della droga.
Gli investigatori della giudiziaria del commissariato Aurelio hanno arrestato ieri Y.Y., etiope di 41 anni, che usava il locale da lui gestito, in via Enrico Bondi a Montespaccato, come centrale per smistare e consegnare la droga. Non è la prima volta che lo straniero viene sorpreso dalla polizia. L'uomo era già stato fermato nel negozio a settembre dello scorso anno. Ai suoi polsi erano scattate le manette e aveva scontato una condanna di otto mesi di reclusione emessa dal Tribunale di Roma.
La scorsa notte, però, l'etiope è stato nuovamente sorpreso a rifornire i tossicodipendenti del quartiere dagli agenti dell'Aurelio. Gli investigatori, nel corso di un servizio di appostamento e pedinamento in borghese, hanno notato che la clientela entrava all'interno dell'attività commerciale e non per telefonare. Non hanno avuto dubbi sul fatto che ad attrarre i visitatori non era la possibilità di telefonare ai propri cari residenti all'estero a prezzi scontati, ma quella di rifornirsi di cocaina.
I poliziotti hanno perciò arrestato Y.Y. per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e hanno sequestrato 69 involucri contenenti «neve», alcuni dei quali esposti sul bancone vicino al registratore di cassa e altri riposti nei cassetti. Tutti erano accuratamente sistemati in base alle consegne da effettuare, per eseguirle nel minor tempo possibile. Ma l'escamotage non è bastato a fermare i poliziotti.