Scoperto corpo di un transessuale nascosto da giorni tra i cespugli

L’uomo, circa 30 anni, non mostra segni di violenza. Non si esclude la morte naturale

È ancora mistero fitto sull’identità e sulle cause del decesso del transessuale trovato morto nel primo pomeriggio di ieri tra le siepi all'interno dello scalo ferroviario «Romana» davanti a piazza Trento, nota zona di prostituzione maschile milanese.
Il corpo dell'uomo, morto da almeno due giorni, secondo quanto afferma il medico legale, è stato ritrovato dalla polizia grazie alla chiamata al 113 fatta, poco dopo mezzogiorno, da un gruppo di extracomunitari che segnalava la presenza del cadavere. Quando gli uomini della «volante» sono arrivati sul posto, com’era immaginabile, si sono trovati davanti una scena squallida e desolante, tipica di un certo tipo di morti in ambienti come quelli della prostituzione: il cadavere di un uomo di colore vestito da donna, di un’età variabile dai 30 ai 35 anni, alto circa un metro e settanta in avanzato stato di decomposizione e con il volto irriconoscibile.
«Al punto che - hanno detto gli investigatori dopo l’attento esame del medico legale - se per esempio fosse stato strangolato, sarebbe possibile verificarlo solo attraverso l'autopsia».
Quel che è certo, è che il corpo del morto, comunque, non presenta ferite esterne evidenti. E ieri pomeriggio il magistrato di turno Cecilia Vassena ha disposto l’esame autoptico per poter almeno accertare se si è trattato di morte violenta o meno.
Intanto la polizia ha rilevato le impronte digitali del transessuale, per tentare di identificarlo attraverso la comparazione con l'archivio segnaletico.