Scoperto il diario segreto di Restivo: ci sono ciocche di capelli

È normale che un diario custodisca dei segreti. Ma ci sono segreti innocenti e segreti terribili. Quelli scoperti nel diario di Danilo Restivo mettono i brividi: tra una pagina e l’altra tante ciocche di capelli attaccate con lo scotch; «fili» ordinati, catalogati per lunghezza, dai più lunghi ai più corti, tutti di colore nero. E sia Elisa Claps, 16 anni, sia Heather Barnett, 48 anni (entrambe presunte vittime di Restivo), avevano capelli neri. Il «diario dell’orrore» - secondo indiscrezioni della stampa inglese - è ora nelle mani degli investigatori del Dorset che lo hanno trovato in casa di Restivo, a Bournemouth. Il reperto (se davvero esiste e non si tratta invece di una bufala, ndr) sarà subito esaminato dal procuratore Alastair Nisbet che, la settimana scorsa, ha disposto il rinvio a giudizio di Restivo per l’omicidio della Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 nella sua abitazione a pochi metri da quella di Restivo. Intanto è stata aggiornata a giovedì l’udienza davanti alla magistratura inglese per la richiesta di liberazione su cauzione presentata dal legale di Restivo, accusato dalla polizia della morte della sarta Heather Barnett e indagato dalla Procura di Salerno per il delitto della studentessa potentina Elisa Claps. Il cadavere di Elisa è stato trovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità dopo 17 anni di inutili ricerche: l’ultima persona a vedere in vita la ragazza fu Restivo e l’incontro avvenne proprio nella Santissima Trinità. Per 17 anni il corpo di Elisa è sempre rimasto lì, ma nessuno se n’è accorto. Dopo un processo nel quale è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per falsa testimonianza, Restivo si trasferì a Bournemouth, «inciampando» in un altro delitto: quello appunto della Barnett. Per questo omicidio Restivo è stato arrestato mercoledì scorso. Ieri ha chiesto di essere scarcerato su cauzione e per l’istanza presentata dal suo difensore era in programma un’udienza presso il Tribunale della Corona a Winchester. Il 38enne italiano è comparso davanti alla Corte, ma la causa è stata aggiornata a giovedì prossimo. Restivo è così tornato in carcere. L’inchiesta inglese ha avuto una forte accelerazione dopo la scoperta nella chiesa potentina del cadavere di Elisa Claps: scoperta - anch’essa - caratterizzata da troppi lati oscuri. Il legame tra i due gialli non è solo giudiziario ma anche emozionale per il rapporto di reciproca solidarietà che si è creato tra le famiglie Claps e Barnett.
«Danilo Restivo sarebbe stato coperto da alcuni personaggi, tra cui esponenti politici e pubblici ufficiali, dopo la sparizione di Elisa Claps. Una vera e propria cospirazione, tesa a lavarsi le mani del caso e che avrebbe permesso a Restivo di trasferirsi nel Regno Unito». A delineare questo scenario - con una lettera-denuncia spedita al ministro della Giustizia Alfano - è stato il legale di Omar Benguit, il giovane condannato per l’omicidio, avvenuto a Bournemouth il 12 luglio del 2002, della studentessa coreana Oki. Un’iniziativa - questa della missiva al guardasigilli - quantomai inopportuna; esattamente come inopportuno appare lo scritto inviato al Papa dai legali della famiglia Claps per segnalare - sulla vicenda di Elisa - le presunte omertà del clero potentino. Se omertà (o qualcosa di peggio) ci sono state, si facciano nomi e cognomi presentando denuncia alla magistratura.
Che c’entra il pontefice?