Scoperto il futuro di Capello: «Sarà l’allenatore dell’Iran»

Un giornale di Teheran: ha firmato per tre anni. I suoi legali: «Tutto falso»

Va bene la fantasia, le vie del mercato e il Real che ha già deciso di scaricarlo, però che Fabio Capello sarà il prossimo allenatore dell’Iran (sì, avete letto bene, l’Iran) è opzione davvero difficile da credere. Eppure a leggere il giornale iraniano Iran-Varzeshi (meglio, a leggerne la traduzione in spagnolo), le cose sembrerebbero stare così. Scrive il quotidiano di Teheran: «Durante le festività del nuovo anno, Fabio Capello è stato per un breve periodo di tempo in forma segreta a Teheran per firmare un accordo con le autorità della Federazione, in vista del suo incarico di allenatore della nazionale». Ci va pesante l’Iran-Varzeshi: «Le due parti si sono accordate per un contratto di tre anni». Che poi non sia ancora stato ufficializzato il fantomatico accordo, il foglio di Teheran lo spiega con il contenzioso che la federcalcio iraniana ha in piedi con la Fifa. Il governo mondiale del calcio aveva infatti sospeso lo scorso novembre l’Iran dalle competizioni. Motivo: le ingerenze di quel sincero democratico del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel mondo del calcio. Lui, che in Germania si era messo tuta e scarpette, si era allenato con la nazionale e l’aveva così motivata: «L’Iran pregherà per il vostro successo ai mondiali, non abbiate paura degli avversari perché Dio vi aiuterà». Parole moderate che i suoi provarono a mettere in pratica non andando, però, oltre ad uno striminizito quanto strombazzato pareggio con l’Angola.
Basterebbero queste premesse per rendere l’affaire Capello-Iran quantomeno sospetto. E nemmeno le parole dell’iraniano del Livorno Rezaei («Non so nulla, per noi sarebbe un grande onore. Troverebbe una squadra attrezzata per ottenere risultati importanti») risolvono il dubbio: notizia o bufala? E Capello che dice? Nulla. Non parla del suo futuro, figuriamoci di una cosa così. Il figlio Pier Filippo, che con l’avvocato Guardamagna lo rappresenta a livello legale, smentisce i contatti: «Non c’è nessuna trattativa. E mio padre non è mai stato in Iran nelle vacanze». Si attende la replica di Teheran.