Scoperto il gene della sbornia

Roberto Bonizzi

da Milano

Uno studio congiunto di esperti americani e tedeschi rivela un legame tra tensione e tolleranza alle bevande alcoliche. Nome in codice «gene della sbornia»: aiuta i moscerini della frutta a ritardare l’ubriachezza. Ma Ulrike Heberlein, dell’università della California, e Heinrike Scholz, dell’ateneo di Wurzburg, che hanno pubblicato la loro scoperta su New Scientist, avvertono: «Chi ha vissuto una situazione stressante spesso deve mandare giù più bicchieri degli altri per ubriacarsi. Ma queste persone, senza rendersene conto, sono più vulnerabili nei confronti dell’alcolismo».
Indicazioni importanti per la vita umana che, ancora una volta, arrivano da test e dall’osservazione del comportamento in laboratorio del moscerino della frutta. La Drosophila melanogaster, il modello ideale per spiegare il funzionamento degli organismi superiori con il suo genoma che contiene 13.601 geni, circa un decimo dell’intero genoma dell’uomo. Modello tanto ideale che il moscerino è già stato impiegato per lo studio delle basi genetiche legate all’apprendimento e alla memoria, al ritmo di sonno e alla sveglia, alla dipendenza dalle droghe, all’orientamento sessuale delle persone. Più la sensazionale scoperta di una proteina, prodotta dal gene nm23, che impedisce alle cellule maligne dei tumori di spostarsi all’interno del corpo, bloccando di fatto la creazione di metastasi.
Gli insetti, che di solito sono visibili intorno alla frutta in decomposizione, sono stati esposti a vapori di etanolo. E la reazione era quella classica, da uomo medio dopo alcuni cocktail durante un happy hour. Intanto perdita di coordinazione e di controllo della postura. Quindi, incontrollabile, ecco il «sonno dei giusti». E, dopo circa 20 minuti, le Drosophila tornavano sobrie. Qualche ora più tardi, sottoposti nuovamente al trattamento, gli insetti dimostravano una sopportazione maggiore dell’alcool e una migliore velocità di recupero.
Ma le Drosophila con un «gene della sbornia» difettoso mostravano capacità di ripresa sempre rapide senza sviluppare tolleranza per l’alcol. Gli scienziati hanno scelto allora di indagare i legami con lo stress. Gli insetti, dopo una mezz’ora passata a 37 gradi, sono stati sottoposti al trattamento con etanolo. E, proprio grazie alla stanchezza e alla tensione, i moscerini impiegavano più tempo a diventare sbronzi. Reazione non confermata dai test sulle cavie con gene difettoso.