Scoperto nel covo di Provenzano un piccolo tesoro

Un sacchetto di plastica pieno di banconote è stato trovato nel covo in cui è stato arrestato Bernardo Provenzano. Si tratta di migliaia di euro. L'esatta cifra non è stata ancora definita perchè i soldi, arrotolati in grossi cilindri, sono stati inviati nei laboratori della scientifica. Il boss, subito dopo l'arresto, era già stato trovato in possesso di diecimila euro, nascosti nel pannolone che Provenzano ancora indossa a causa dell'intervento alla prostata a cui è stato sottoposto nel 2003 a Marsiglia. Dal carcere di Terni, intanto, il padrino avrebbe riferito della sua volontà di sposarsi con la sua compagna di sempre, Saveria Benedetta Palazzolo, la donna che gli è sempre stata vicina nei 43 anni di latitanza. Ma per i teologi le nozze religiose impongono che prima debba pentirsi dei suoi misfatti. Ai magistrati, che giovedì l'hanno interrogato, avrebbe detto che «per la mia coscienza e per il mio cuore sono sposato, dal punto di vista civile no, ma regolarizzerò la mia posizione appena possibile». Per Nino Raspanti, preside della Facoltà teologica di Sicilia, però, «prima deve pentirsi e rinnegare quella che è stata finora la sua vita». Una posizione in linea con le parole dure pronunciate dopo l'arresto dall'arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza episcopale siciliana, Salvatore De Giorgi, che aveva espresso «amarezza» per il fatto che Provenzano abbia fatto riferimento alla Sacra Bibbia, a immagini di Santi, invocando perfino la benedizione e la protezione di Dio. La mafia, per se stessa, per le sue motivazioni, per le sue finalità, per i mostruosi mezzi e metodi adoperati, è una struttura di peccato assolutamente inconciliabile con la fede cristiana, col Vangelo e con l'autentica religiosità. È contro Dio perchè è contro l'uomo».