«Lo scopo supremo è seguire il maestro»

Una delle vittime racconta del «mago». I genitori hanno dato il via alle indagini

«Io sono sempre stato molto timido, in ogni caso penso che il karma delle vite precedenti abbia inciso molto su questo problema...soprattutto quando soffro per il karma, lo sbaglio che ho commesso è grave...quando non seguo le regole di Roberto...». È uno straziante brano del diario di Mario, come abbiamo scelto di chiamarlo, 38 anni, otto dei quali trascorsi nella mani di Busceti che gli spillato tutti i risparmi e poi costretto a contrarre debiti.
Una degenerazione psicofisica iniziata nel ’95 e che immediatamente assume toni drammatici, tanto che l’anno dopo Mario redige un testamento olografo che indica la «Facoltà di scienze antiche» come destinataria di tutti i suoi beni in caso di morte prematura. La situazione precipita poi nel ’98 con un primo trattamento sanitario obbligatorio (Tso) - in pratica la vecchia camicia di forza - poiché i medici gli diagnosticano un «disturbo della personalità schizotipica». Ricoveri che si susseguiranno negli anni successivi. Fino alla denuncia di quattro mesi fa dei genitori, l’apertura delle indagini della Guardia di Finanza e l’arresto chiesto dai pm Ada Rizzi e Gaetano Ruta e accordato dal gip Vincenzo Tutinelli.
Mario affida al suo diario tutte le sue sofferenze. Che, con il passare del tempo, si acuiscono. «... Quando Roberto mi ricorda i peccati delle mie vite precedenti e io gli dico che neanche ricordo di averli fatti... il male che ho subito e che subisco è causato da mie cadute karmiche... per fortuna ultimamente grazie al materiale e a una maggiore adesione alle regole, sto a poco a poco ritrovando lo scopo supremo. Il più bello è vivere e servire Dio seguendo Roberto». Anche perché altrimenti i suoi guai saranno seri, come scrive lo stesso Roberto «... io lo abbandonerò completamente a se stesso e alle sue forze diaboliche...» oppure «... è un gran testardo, ma deve capire che al di fuori di quelle regole avrà solo guerra, o sta con noi o contro di noi».