Scoppia il caso delle licenze revocate «Troppi errori e sospetti in quel blitz»

La guerra tra tassisti e Comune pare destinata a non finire più. Il nuovo fronte è la revoca delle licenze a 96 autisti decisa dal dipartimento VII del Campidoglio e attuata la settimana scorsa con uno spettacolare blitz notturno della polizia municipale. La puntata di ieri ha avuto due scenari. Piazza Venezia, dove prosegue il presidio dei ribelli anche con uno sciopero della fame deciso da cinque tassisti «sospesi»; e la sede dell’Ugl a Termini. Il sindacato vicino ad An si è schierato dalla parte degli autisti colpiti dal provvedimento del sindaco. «Non vogliamo difendere criminali - ha spiegato il segretario romano Luca Malcotti - ma, a nostro avviso, ci sono troppi errori nel blitz della scorsa settimana. Contestiamo sia il merito che il metodo usati. Il merito perché, dai dati in nostro possesso nella grande maggioranza, oltre l’80 per cento dei casi, la revoca ha colpito chi ha commesso illeciti di poco conto oppure reati tanti anni fa. Come un piccolo abuso edilizio o la falsificazione di un bollo della patente. Nel metodo perché sarebbe bastato convocare per lettera i 96 tassisti e chiedergli di chiarire la loro posizione invece di organizzare un blitz notturno che ha coinvolto 250 agenti. Pensavamo fosse Kennedy il modello di Veltroni, non Pinochet».
Molti i tassisti presenti per portare la propria testimonianza. Come Mario Fraschetti con due precedenti che risalgono agli anni ’60 («ricettazione» per 4 pneumatici poi rivelatisi rubati e «lesioni gravi» per un incidente in motorino) o come Massimo Stella ancora incredulo perché nel suo casellario giudiziario appare una condanna per «associazione a delinquere con ignoti» che a lui non risulta. O ancora come Massimo condannato per porto d’armi a causa di una vecchia sciabola ereditata dal nonno bersagliere e un fucile ad aria compressa. In tutti i casi denunciati dall’Ugl, poi, risulta una sospensione condizionale della pena e una conseguente «non menzione» nel casellario giudiziario. «Come facevano a dichiarare di aver precedenti giudiziari - si chiede Malcotti - se non compare da nessuna parte? Per questo motivo abbiamo inviato una lettera al sindaco con cui chiediamo la revoca immediata delle ordinanze di sospensione, la possibilità di valutare le caso per caso e, infine, di consentire le riabilitazioni per tutti coloro che possono ottenerla. È paradossale, in ogni caso, che in Italia sia consentito a ex terroristi come Sergio D’Elia, condannato a 25 anni di carcere, di fare il segretario della Camera mentre un tassista non possa svolgere il proprio lavoro per un piccolo illecito compiuto decenni prima». «Non va dimenticato - ha aggiunto il segretario dell’Ugl Taxi Pietro Marinelli - che spesso la licenza è l’unico mezzo di sostentamento di una famiglia. L’articolo 166 del codice penale parla chiaro, non può essere sequestrata per reati che prevedano la sospensione condizionale della pena». La Procura di Roma starebbe indagando sul reato di abuso d’ufficio compiuto da sei funzionari del VII dipartimento. «Ho presentato un’interrogazione urgente - ha dichiarato Fabio Schiuma di An -. Se l’inchiesta confermerà l’omissione dei controlli necessari l’assessore Calamante farebbe bene a dimettersi».