Scoppia la polemica per la presenza di un consigliere di Rifondazione alla conferenza stampa dell’Assemblea antifascista: «Mi ha mandato il partito» Nella guerriglia gli estremisti del G8 di Genova Tra le 41 persone arrestate a Milano, alcuni no global

I fermati dovranno rispondere di devastazione, saccheggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale

da Milano
Ci sono diverse vecchie conoscenze della Digos e del Nucleo Informativo dei carabinieri tra le 41 persone arrestate sabato dopo le devastazione di corso Buenos Aires. Come Marina Cugnaschi, 41 anni, e Vincenzo Vecchi, 33, anarco-animalisti, già fermati per i disordini al G8 di Genova. Oppure le giovanissime Marta Canidio, 25 anni, e Jessica Moro, 27, bloccate nel 2000 dopo i violenti scontri con le forze dell’ordine che tentavano di impedire il contatto con gli attivisti di Forza nuova. Canidio inoltre finì nuovamente in carcere nel 2004, accusata, e poi condannata, insieme ad altri tre «compagni» di aver aggredito in treno quattro minorenni identificati come «fascisti».
Non si placano inoltre le polemiche tra i Poli, con il centrodestra all’attacco per le «affinità elettive» tra manifestanti e centrosinistra. Affinità «provate», dalla presenza di Pietro Maestri, consigliere provinciale del Prc, alla conferenza stampa della «Assemblea antifascista» responsabile dei disordini. «Ero lì come semplice osservatore» si è difeso Maestri.
Intanto prosegue l’inchiesta della Digos e dell’Informativo che stanno passando ore e ore di filmati nel tentativo di riconoscere gli altri teppisti che hanno partecipato ai disordini. Disordini iniziati quando le forze dell’ordine hanno impedito a un gruppo di circa 300 antagonisti di occupare piazza Oberdan, tradizionale luogo di partenza per tutte le manifestazioni cittadine. I giovani dei centri sociali intendevano infatti impedire il corteo di Forza nuova che avrebbe dovuto sfilare per la città fino San Babila, poche centinaia di metri.
Gli scontri sono stati preceduti da vetrine spaccate, auto incendiate e il rogo di un ufficio elettorale di An. Poi è iniziato il lancio di pietre, molotov, bombe carta imbottite di chiodi e bulloni, razzi da segnalazione. Tutte «armi» che avrebbero potuto tranquillamente «ammazzare» qualcuno. Infatti un razzo ha centrato un carabinieri facendogli esplodere lo scudo in plexiglas.
La polizia a quel punto ha riposizionato le forze in campo, cercando di accerchiare i manifestanti, quindi sono iniziate le cariche e l’inseguimento dei facinorosi. In pochi minuti ne vengono fermati 45, subito portati in questura per i controlli. Gli accertamenti hanno scagionato quattro persone, rilasciate a tarda ora, mentre per 41, di età compresa tra i 16 e i 43 anni, sono scattate le manette.
Gli arrestati, che hanno trascorso la notte nelle carceri di San Vittore, Opera e Bollate, dovranno rispondere di reati vari tra i quali violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, lesioni, vandalismo, devastazioni e saccheggio. Tra loro 12 donne, tra cui una sedicenne, e 29 uomini, due minorenni. E almeno la metà ha alle spalle denunce e arresti, come appunto Cugnaschi, Vecchi, Moro e Canidio. Molti sono milanesi e provengono dai Centri sociali più caldi, come Orso, Pergola, Transiti, Villa Litta e Panetteria. Ma tanti sono arrivati da mezza Italia: in manette sono finiti infatti «antagonisti» da Reggio Emilia, Alessandria, Como, Brescia, Trento.
Tra oggi e domani, gli arrestati dovranno essere interrogati dal pm Piero Basilone per la convalida del fermo. E non è escluso che per qualcuno il capo di imputazione diventi tentato omicidio, visto l’uso sconsiderato dei razzi da segnalazione.
A parte si sta sviluppando invece la polemica sulla presenza di Maestri alle attività della «Assemblea antifascista». È lui infatti il dirigente del Prc di cui ieri ha parlato il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, augurandosi che la sua presenza davanti a San Vittore fosse accidentale. «Nessuna manifestazione di solidarietà - ribadisce il consigliere provinciale -. Questa mattina (ieri per chi legge) c’è stata una conferenza stampa a cui la segreteria provinciale del partito ha deciso di mandarmi per capire che cosa stava succedendo. La manifestazione di solidarietà era nel pomeriggio e a quella non era presente nessuno di Rifondazione».