Scoppia «sumopoli» Mazzette ai lottatori

Nuovo colpo d’immagine per il sumo, sport nazionale del Giappone, in cui si lotta corpo a corpo. Dopo il giro di droga scoperto nelle scorse settimane, che ha causato le dimissioni del presidente della federazione giapponese, Kitanoumi Toshimitsu, è arrivato anche l’ultimo atto d’accusa da parte di uno dei lottatori, fermato per il possesso di una piccola quantità di marijuana. Il russo «Wakanoho» ha confessato di essere stato «costretto a prendere del denaro per lottare in modo sleale e perdere quindi degli incontri» e ha promesso nuove scottanti rivelazioni sulle «brutte cose» che avvengono in uno sport considerato sacro in Giappone.