È scoppiata la primavera del jazz

La primavera del jazz romano è già iniziata. Cresce l’offerta e cresce la domanda. E questo senza porci la futile domanda se sia venuta prima l’una o l’altra. Fatto è che il jazz «made in Roma» piace al punto da divenire prodotto da esportazione, come dimostra il minifestival newyorkese dedicato agli interpreti italiani. L’arrivo del jazz italiano a New York è targato, infatti, Parco della musica. La fondazione, insieme con Umbria jazz, sta da tempo promuovendo all’estero le sue produzioni, che anche in questo campo sono all’avanguardia. Un altro tempio dello spettacolo come il Sistina registra puntualmente il tutto esaurito quando, la domenica mattina, l’orchestra diretta da Massimo Nunzi propone quella curiosa formula di lezione/concerto sulla storia del jazz. Le due stelle polari di questa galassia musicale rimangono, comunque la Casa del jazz e l’Alexanderplatz di via Ostia. «Istituzioni», verrebbe ormai da dire, capaci di riservare sorprese gustose anche per i palati più fini. Nella sala di via di Porta Ardeatina, per esempio, questa sera si esibisce Giovanni Tommaso, uno dei più importanti nomi del jazz italiano. Sul palco capitolino, Tommaso, celebre contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, si presenterà in un quartetto composto da autentiche star del jazz italiano, come Danilo Rea al pianoforte, Daniele Scannapieco al sax tenore e Massimo Manzi alla batteria. L’attività jazzistica di Giovanni Tommaso, che dal 1986 dirige i seminari di Umbria Jazz Clinics, prende il via nel lontano ’57 con il Quartetto di Lucca. Nel ’71 forma il gruppo Perigeo, realizzando cinque album e una lunga serie di esibizioni che lo porta a suonare al fianco di prestigiosi gruppi come i Weather Report e i Mahavishnu. Tommaso, che ha composto anche numerose colonne sonore per cinema e tv, è stato anche titolare della cattedra di musica jazz presso il Conservatorio di Perugia. Le sue esibizione, però, sono abbastanza rare. Ed è per questo motivo che suscitano sempre grandi aspettative tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori. Nel club di via Ostia è, invece, iniziato proprio ieri un «esperimento», già rodato in passato e che ha portato ottimi risultati. Si invita, in buona sostanza, un grande nome della scena internazionale; lo si invita per una settimana e gli si mette al fianco un nome di prestigio della scena romana. La rassegna si intitola «Club festival» è si affida, nella settimana di apertura, all’estro di Donny McCaslin, il musicista newyorkese già nominato nel 2005 ai Grammy per la musica. Al suo fianco fino a sabato ci sarà Roberto Gatto con il suo trio. Le prossime settimane vedranno alternarsi sul palco dell’Alexanderplatz la tromba di Jeremy Pelt (dal 21 al 25) e il quartetto di Alex Sipiagin e Maurizio Giammarco (dal 28 marzo al primo aprile).