Scopriamo Buxtehude, maestro segreto di Bach

La Filarmonica Romana propone una partitura di quello che l’autore dei Concerti Brandeburghesi considerava il suo principale ispiratore, ma che ora è quasi sconosciuto

Chi ha un minimo di familiarità con la biografia di Bach, ha senz’altro presente un episodio a dir poco sorprendente, utile più di tanti altri per capire chi era Dietrich Buxtehude (1631-1707), danese ma attivo in Germania, a Lubecca, come organista della chiesa di Santa Maria, che oggi, a trecento anni dalla morte, è pressoché sconosciuto. Verso la fine del 1705, Bach, quando aveva trent’anni, si assentò per quattro lunghi mesi da Arnstadt, dove lavorava con un incarico stabile, mentre il permesso richiesto era per sole quattro settimane. Bach voleva effettuare un viaggio cui evidentemente attribuiva una grande importanza per la sua carriera di compositore ed organista. Richiesto di una giustificazione per l’assenza tanto lunga, così si era espresso: «sono andato ad apprendere i fondamenti della sua arte». Cos’era accaduto? Aveva fatto quel lunghissimo viaggio, quasi un pellegrinaggio, da Arnstadt a Lubecca, trecento chilometri circa, per andare ad ascoltare Dietrich Buxtehude, il più grande organista-compositore del tempo, già avanti negli anni, e forse per questa ragione anche per avanzare la sua candidatura a succedergli nel prestigioso incarico. Non è che un esempio, autorevole naturalmente, della considerazione di cui godeva Buxtehude alla sua epoca, mentre oggi a malapena si conosce il suo nome e qualche sua musica che, di tanto in tanto, compare nei programmi organistici. Perciò il concerto che la Filarmonica gli dedica, con i solisti, l’orchestra e il coro dell’Amsterdam Baroque, diretto da Ton Koopman, risulta oltremodo prezioso ed utilissimo per conoscere la sua musica. Prendere nota: il concerto viene posticipato alle 21.15, a causa del divieto di circolazione per le auto, prescritto per oggi. Di Buxtehude, Koopman presenterà quattro cantate sacre, appartenenti alla sua ricca produzione nel genere, oltre un centinaio, destinata alle serate musicali extraliturgiche, previste soltanto in alcuni periodi dell’anno, dette «Abendmusiken» da lui stesso inventate, diffusesi poi in tutta la Germania, e coltivate fin quasi alla metà dell’Ottocento. Nella seconda parte, il concerto rende omaggio a Bach, con due sue cantate, ambedue scritte nel 1708, la prima, conosciuta anche come: «Actus tragicus» (Bwv 106), cantata funebre scritta in memoria della figlia di un amico pastore, a Mulhausen, il cui vero titolo è «L’ora (della morte) scelta da Dio è la migliore di tutte», dall’incipit testuale della medesima; e la seconda, dal titolo «Il signore è il mio re», (Bwv 71), in occasione dell’insediamento del consiglio municipale di Mulhausen. Accademia Filarmonica. Teatro Olimpico. Questa sera (ore 21.15). Musiche di Buxtehude e Bach. Amsterdam Baroque Orchestra & Chorus, Ton Koopman direttore. Informazioni: 06.32.65.991