Scoprire con Donohue il nesso magia-verità

Quando andrai in vacanza, caro lettore, e cercherai un libro, almeno uno, da mettere nella tua valigia, ricordati allora di questo titolo: Il bambino che non era vero (Keith Donohue, Rizzoli, pagg. 339, euro 17,50). Te lo raccomando per una serie di ragioni: innanzi tutto perché è un libro insolito, bizzarro, imprevedibile, la cui prima voce narrante è quella di un folletto (o troll, elfo, gnomo, leprecano, fauno, changeling, come preferisci) che prende il posto di un bambino, e la seconda voce è quella di un bambino che entra nel mondo dei folletti. Poi perché il libro è ispirato da una poesia di un sommo poeta irlandese, W.B. Yeats. Poi perché contiene un capitolo che comincia con queste parole: «La cosa più spietata al mondo è l’amore». Un libro dove troverai che il nesso tra magia e verità è più stretto di quanto spesso noi pensiamo.