«Scopro il cinepanettone: non avevo mai riso tanto»

Mi spiace non averlo fatto prima. Sono entusiasta di un genere un tempo troppo volgare. Ora invece è commedia, adatta a me

da Roma

Mentre il cinema italiano pensa ai cinecocomeri, quei film da programmarsi d’estate, intanto che in vacanza ci vanno i ricchi, mentre i poveri agognano sale con aria condizionata, lei va a pagare le tasse. Anche le stelle hanno un portafogli e vederselo svuotare dallo Stato a Nicoletta non piace da impazzire, checché ne dica Tps, ma tant’è: l’effervescente diva romana se la gioca ridendo. «Ho le paillettes nel nome: non a caso mi chiamo Nancy Brilli», cinguetta l’artista, dopo l’esazione. Aggiungendo, con la grazia che la distingue da sue colleghe, più cedevoli al trucidume capitolino: «Mi chiedevo, soltanto, che cosa verrà fatto con questo soldi?». Ah, saperlo. Meglio pensare al presente. Dopo alterne vicende, nel solco d’una carriera scelta per passione e perseguita con successo, Nancy fa la mossa del cavallo. E spiazza, entrando per la prima volta, lei, un po’ snob quanto a scelte professionali, non soltanto nella confraternita del film natalizio (recita, in un cast tutto rosa, con Christian De Sica nel Natale in crociera di Parenti, con la sceneggiatura di Fausto Brizzi), ma anche nel riservato club della regia teatrale.
Cara Nancy Brilli, è al suo primo cinepanettone. Che effetto le fa?
«Mi spiace non averlo fatto prima. Sono stata inserita nel progetto, in corsa. E sono entusiasta: il genere, prima, non mi piaceva: troppo volgare. Ma, negli ultimi due anni, il cinepanettone ha abbandonato la comicità pesante, trasformandosi in slapstick, in quel tipo di commedie fluide e generose, nelle quali mi riconosco».
Quale ruolo avrà nella commedia?
«Sono Francesca, la moglie cornuta di Paolo, Christian De Sica. Una figura borghese, petulante con il marito fedifrago, che la tradisce con la stupenda Aida Yespica. All’inizio, il mio personaggio non capisce d’avere un palco di corna in testa, ma poi, durante una crociera ai Caraibi, scoprirà il marito con il sorcio in bocca. Ne nasceranno equivoci divertenti, le porte verranno aperte e chiuse in tempi comici perfetti. È la prima volta che rido, leggendo un copione. Ed è la prima volta che ho letto un copione, col copyright su ogni pagina».
Com’è stato ritrovarsi in coppia con De Sica, dopo Compagni di scuola?
«Sembriamo Totò e Peppino: due commedianti in tandem perfetto. Nel film di Verdone eravamo acerbi. Ma ora Christian è al suo venticinquesimo film di Natale e fa il gallo del pollaio. E poi, mi sono divertita a indossare un abito di seta impalpabile, molto donante, con una gran scollatura, che mi fa grosse tette. Di solito, indosso maglionacci e pantaloni, ma ora preferisco andare sul femminile. Finché mi regge il fisico!».
È vero che esordirà nella regia teatrale?
«Di recente, ho scoperto che dirigere gli attori mi piace. E poiché mi riconoscono doti organizzative, da gennaio dirigerò una pièce dell’americano Rob Becker, Defending the Caveman (In difesa dell’uomo delle caverne)».
Di che cosa si tratta?
«È un format teatrale Usa, volto a far recitare un monologo a più attori, contemporaneamente. Il tema è la rozzezza del maschio e sceglierò, per cinque regioni, un attore rappresentativo (per il Lazio, potrebbe essere Brignano). Una bella sfida, quella dei dialetti!».
Del teatro, che cosa l’affascina?
«Tutto. È il mio vero, grande amore. Conciliare tivù, teatro, cinema, per noi donne è difficilissimo. E il teatro ti porta via da casa. Ed ho sensi di colpa, nei confronti di mio figlio Francesco, otto anni a febbraio. Ma devo nutrirmi, non posso fare la madre e basta».
A ventun anni esordì in teatro con Pietro Garinei, in coppia con Enrico Montesano. Che cosa ricorda di quel periodo?
«Dovrei citare il titolo di quel musical, Se il tempo fosse un gambero... Mi guadagnavo i soldi, per stare lontano da casa. Ma già mi piaceva lo studio del personaggio. Anche in televisione si recita seriamente, ma non hai tempo per l’approfondimento».
Altri progetti?
«Un western tra donne, ancora senza titolo, per Canale 5. Con Sabrina Ferilli come partner e Luca Manfredi alla regia. Non è vero che le donne sono solidali e complici. Bisticciano, come i nostri politici. Questo è un momento di grande crisi, d’accordo.Ma se non la smettono, tutti, di litigare, giuro: mi chiudo in casa e non esco più».