Scorci d’arte della Milano nascosta

L’esposizione resterà aperta fino al 12 maggio

Marta Bravi

È la Milano segreta, quella che si cela nei cortili privati dei palazzi d’epoca, quella che si svela nelle stradine poco frequentate dei Navigli, lontane dai clamori notturni. È la Milano dei palazzi storici, di cui sono state immortalate facciate e ambienti interni e dei giardini dal passato lontano.
Olii, acquarelli e sculture declinano in 72 modalità diverse i «Palazzi, cortili e giardini storici di Milano». La mostra - come sede Palazzo Serbelloni, corso Venezia 16, uno dei simboli della città simbolo della città - è stata inaugurata ieri dal ministro Letizia Moratti, candidato sindaco della Cdl, e da Stefano Zecchi, assessore comunale alla Cultura.
E il legame con la città non si esaurisce qui: l’esposizione è stata, infatti, organizzata dal Centro Artistico Culturale Milanese (viale Lucania 18) associazione che ha 42 anni di promozione culturale con l’organizzazione di mostre, estemporanee di pittura, incontri e dibattiti e che ha dato i «natali» a pittori come Remo Brindisi, Walter Pozzi, Contardo Barbieri, Luigi Brambati, Silvio Consadori, Pino Ponti. Attualmente il centro, una delle più importanti associazioni artistiche meneghine, vanta 150 soci, di cui 72 hanno aderito all’iniziativa e partecipato alla mostra.
Certo, scovare palazzi e vie storiche nel capoluogo lombardo non è cosa difficile, più complesso, invece, «violare» i confini delle case «patrizie» per ammirare i cortili e i giardini interni. Per questo è venuta in aiuto l’«Associazione cortili storici» che ha permesso a pittori e acquarellisti di immortalare il chiostro di via Cappuccio 7, il cortile di via Boccaccio 38, l’interno di via del Gesù 10, il cortile di via Brera 9. Una testimonianza su Milano oggi, questo il senso dell’esposizione che chiuderà il 12 maggio. Su Milano - dicono dal Centro - ci sono tante testimonianze artistico-pittoriche dell’800 ma molto poco sul volto attuale della città, abbiamo pensato di dare questo tema (l’anno scorso gli artisti si erano espressi su «Angoli della vecchia Milano...oggi») perché si creino delle tracce, e delle testimonianze di come si presentano oggi vie, palazzi, parchi, cortili.
Ecco allora comparire sulla tela l’interno della Rotonda della Besana, palazzo Clerici, Palazzo Borromeo, di cui è stata dipinta l’unica parete rimasta originale, sopravvissuta alle successive ricostruzioni, l’Orto Botanico e l’Osservatorio astronomico di Brera, il cortile dell’università, oltre agli scorci dei Giardini pubblici e di quelli della Guastalla. Insomma, 72 scorci e vedute meneghine che raccontano attraverso la sensibilità e la fantasia di altrettanti pittori, acquarellisti e scultori la bellezza e la poesia che la nostra città ancora conserva oggi.