«Lo scorporo di BancoPosta resta un’ipotesi praticabile»

da Milano

«Sulla privatizzazione delle Poste non c'è nessun nuovo passaggio. Lunedì scorso in consiglio ho presentato il piano strategico 2006-2008 che è stato approvato. È un piano che da grande slancio all'innovazione, dove si parla anche di comunicazione elettronica. Vogliamo essere punto di riferimento per le e-commerce ed e-business». È quanto dichiarato ieri dall'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, nel corso della presentazione di nuovi servizi online offerti dalla società.
Il piano «è il presupposto» della privatizzazione, ha ricordato l'ad, sottolineando che «in termini di redditività, siamo le prime poste europee». L'ipotesi di uno scorporo di BancoPosta da Poste Italiane resta una delle alternative possibili, ha ribadito Sarmi, spiegando che l'opzione «è una delle alternative, come anche quelle di un patrimonio destinato o di un patrimonio separato».
Sul tema Sarmi ha poi ricordato che la Banca d'Italia nonostante ritenga «congrua» la separazione contabile, «chiede una formalizzazione». Una separazione contabile cioè «tra servizi bancari e servizi postali non solo sotto l'aspetto economico ma anche con una visibilità formale».
Sarmi ha fatto queste dichiarazioni in occasione della presentazione del servizio raccomandate online. Infatti da ieri per inviare una raccomandata basterà scaricare un software apposito sul pc di casa per poter fare la spedizione (allo stesso costo (3,50 euro).
«L'investimento di Poste in questo progetto è relativamente modesto», ha spiegato Sarmi, ricordano che il piano strategico 2006-2008 prevede investimenti per i prossimi tre anni, nell'ordine di 750 milioni. «Gran parte di questi - ha precisato - sono destinati proprio alle tecnologie e per la parte dell'Information Technology: in Poste Italiane si fa innovazione di prodotto e di servizio».