Scotland Yard, fuga di notizie sul blitz Si dimette il capo dell'anti-terrorismo

Colto dai fotografi il responsabile dell’unità di antiterrorismo: in mano il documento che rivelava informazioni top secret

Londra - Il capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Bob Quick, ha annunciato questa mattina le sue dimissioni dopo una fuga di notizia riguardanti una delicata operazione della polizia, che ha portato ieri sera a 12 arresti nel nord ovest dell’Inghilterra. Il sindaco di Londra Boris Johnson, riporta la Bbc, ha affermato di aver "accettato con grande dispiacere" la decisione dell’Assistant Commissioner, Quick.

La fuga di notizie Il responsabile dell’unità di antiterrorismo di Scotland Yard era stato fotografato ieri al suo arrivo a Downing Street, per un incontro con il primo ministro Gordon Brown, con alcuni documenti sui quali erano leggibili i particolari dell’operazione. I media hanno diffuso in serata la foto, oscurando il contenuto dei documenti, che menzionavano luoghi e particolari della natura della minaccia presentata dai sospetti.

Il documento divulgato Il documento immortalato dai fotografi rivelava informazioni top secret sull’operazione il cui nome in codice era "Pathway", tra cui la strategia su come smantellare una cellula di presunti terroristi legati ad al Qaeda, le modalità di intervento e i nomi della squadra di poliziotti incaricata di portare a termine il raid. Ironicamente il documento riportava anche la strategia da adottare con i media, una volta effettuati gli arresti. La diffusione delle informazioni ha portato ad un’immediata accelerazione delle operazioni, previste invece per le prime luci dell’alba di oggi. Nel pomeriggio di ieri la polizia ha così arrestato 11 presunti terroristi nella aree di Manchester, Liverpool e Lancashire.

Una vicenda imbarazzante Per Scotland Yard si tratta di un’altra vicenda imbarazzante, dopo il video che mostra l’aggressione durante le manifestazioni di Londra contro il G-20 di un edicolante - poi morto per infarto - da parte della polizia, mentre è ancora vivo il ricordo della tragica uccisione di Jean Charles de Menezes freddato dagli agenti della Met nel luglio 2005 dopo essere stato scambiato per un kamikaze. Quick era peraltro già al centro di un acceso dibattito: fu lui infatti ad ordinare la perquisizione negli uffici e l’arresto - senza un mandato - del parlamentare conservatore Damian Green alla fine del 2008 nell’ambito di alcune indagini su un fuga di notizie nel ministero degli Interni. Nella storia inglese non era mai accaduto che un parlamentare venisse arrestato e i suoi uffici venissero perquisiti. Le ultime vicende mettono a dura prova la nuova dirigenza di Paul Stephenson, succeduto a Sir Ian Blair alla guida di Scotland Yard (costretto alle dimissioni proprio sull’onda dei recenti scandali, il caso de Menezes in primis) poco più di due mesi fa.