Scotland Yard nella bufera: non impedì un delitto d’onore

Una ragazza curda denunciò invano il padre prima che la uccidesse perché si era innamorata dell’uomo sbagliato

da Londra

Scotland Yard nell’occhio del ciclone il giorno dopo la condanna definitiva di Mahmod Mahmod e Ari Mohamod, due fratelli curdi della comunità londinese, per l’omicidio della figlia e nipote Banaz Mahmod, «colpevole» di essersi innamorata dell’uomo sbagliato. La polizia inglese ha appena aperto un’inchiesta interna dopo che si è saputo che Banaz aveva chiesto l’aiuto degli agenti per ben quattro volte prima di venir uccisa. Il corpo della giovane era stato trovato sepolto in una cassa nel retro nel giardino di casa: era stata strangolata con un laccio da scarpe perché la famiglia disapprovava la sua relazione con un uomo iraniano.
Il brutale assassinio risale all’aprile scorso, ma prima che i suoi parenti riuscissero nel loro intento criminoso, Banaz era stata ripetutamente minacciata ed era già scampata ad un primo tentativo di aggressione nel 2005. I giornali hanno rivelato che la polizia era stata pefettamente informata del pericolo che correva la giovane ventenne, Scotland Yard era persino in possesso di una lista di nomi inviati dalla stessa Banaz. Il 31 dicembre del 2005 suo padre l’aveva trovata a casa della nonna e aveva tentato di ucciderla con le sue mani, ma quella volta lei era riuscita a fuggire infrangendo il vetro di una finestra.
Ieri il Daily Telegraph ha raccontato che la donna aveva reso una testimonianza completa all’agente Angela Cornes dal letto d’ospedale dove era stata ricoverata. Il suo racconto però era stato considerato frutto di pura fantasia e tutte le accuse mosse al padre non erano mai state verificate. Nemmeno una piccola indagine di routine, anzi oltre al danno Banaz si era vista arrivare anche la beffa. L’agente l’aveva multata per danni a causa della rottura della vetrata della casa della nonna. Adesso la poliziotta si trova sotto inchiesta assieme ad altri colleghi, ma intanto Banaz non c’è più. E numerosi colleghi della Corners sono convinti che la ragazza sarebbe ancora viva se quell’agente avesse fatto il proprio dovere invece di giungere a facili e più comode conclusioni.
Certo, credere che un padre abbia tentato di uccidere la propria figlia, sangue del proprio sangue, è difficile, ma il caso di Banaz non è certo isolato. L’indagine aperta dopo la sua morte è giunta infatti alla conclusione che miss Mahmod è stata uccisa proprio su richiesta del padre che non era riuscito a farlo con le proprie mani. Era stato lo zio di Banaz a reclutare degli uomini della comunità curda di Londra perché si occupassero della faccenda. Ad inchiodarli alle proprie responsabilità dimostrando che non era una semplice visionaria, ma una delle tante vittime di una cultura retrograda e crudele, è stata la stessa Banaz. Prima di essere uccisa, la giovane aveva infatti lasciato un videomessaggio dove raccontava di temere per la propria vita.