Scott Turow in un tribunale di guerra (e pace)

Luca Crovi

Il padre del legal thriller americano continua con coraggio il suo percorso fatto di romanzi dedicati ai diritti civili infranti. La testimonianza è una ricostruzione del conflitto in Bosnia ma anche una solida storia di guerra che ha il gusto dell'avventura. Protagonista è Bill ten Boom, ex magistrato americano, con un matrimonio in frantumi alle spalle e che ha deciso di abbandonare il suo Paese e il suo lavoro.

Ma quando la Corte dell'Aia invita Boom a partecipare a un processo per un atroce crimine di guerra compiuto nel 2004 nella ex Jugolavia, l'uomo riprende con consapevolezza il proprio ruolo di maestro degli interrogatori. Sarà lui a dover scoprire se Ferko Rinci sta raccontando la verità sul massacro di centinaia di rom avvenuto in un campo di rifugiati in Bosnia. Sarà lui a dover indagare su cosa è realmente accaduto. L'importanza delle testimonianze sugli eventi accaduti in tempo di guerra è un punto fermo di questo thriller dove la suspense e l'impegno civile vanno a braccetto. Pur mostrando tematiche spinose e un'ambientazione reale, Turow ammette nella nota al libro che la finzione ha avuto un ruolo ben definito nel suo romanzo: «Nessun personaggio rappresenta una persona reale anche perché ispirandomi a fatti avvenuti, li ho alterati per ottenere un effetto drammatico o per utilizzarli ai fini del mio racconto. Per esempio le storie sulle violenze contro i rom, anche nel corso della Guerra dei Balcani, sono vere e deplorevoli ma non è mai esistito un campo di profughi rom nei pressi della vera Eagle Base. A quanto so, non c'è mai stato un massacro di centinaia di rom, vero o presunto, tanto meno il coinvolgimento delle forze americane della Nato in veste di sospetti. Anzi mi hanno riferito che le forze americane che hanno servito la Eagle Base avevano una reputazione eccellente, sebbene non possa dire lo stesso dei contractor privati...».

E a proposito della Corte penale internazionale di cui Turow ci racconta nel dettaglio l'operatività, lo scrittore aggiunge: «La Cpi ha i suoi punti di forza e le sue debolezze. Ma condivido con Boom la convinzione che, considerando la continua ricorrenza di atrocità in tempo di guerra, la Cpi sia indispensabile per creare un mondo giusto».