Scotti: Ricci è bravo da noi comanda lui

da Milano

Tutto può essere. Anche che Teo Mammucari sia per natura un timido prestato allo spettacolo, come sostiene chi lo conosce bene. Quando però racconta della sua tv, della tv come la vede lui, l'altro Teo televisivo (con Teocoli) ha tanta timidezza quanta ne potrebbe avere una ballerina di lap dance. Ne ha per tutti, colleghi, cosiddetti vip e, naturalmente, giornalisti: «Quelli che, qualsiasi cosa faccia, dicono che Mammuccari fa tv trash. So già da ora che, anche questa volta, la musica non cambierà». «Questa volta» è la nuova edizione di Distraction, al lunedì in prima serata su Italia 1. Un ritorno a casa per lo showman romano, dopo l'intervallo di una stagione targato Enrico Papi. Distraction si ripropone come il quiz demenziale per eccellenza, dove non contano tanto domande e risposte, quanto le condizioni estreme in cui queste vanno in scena. Uno spasso, a giudicare dalle migliaia di video che giungono alla redazione del programma, da parte di tanti aspiranti concorrenti. Pur di arrivare in studio, infatti, il «popolo di Teo» si sottopone a imprese pazzesche...
E se volessimo fare un'eccezione?
«Be’, mi saranno arrivati almeno 50 video di gente che ficca la testa nella tazza del bagno e tira la catena. Non scherzo».
Vede, Mammucari, perché questi fulgidi esempi di cupio dissolvi li spediscono a lei?
«Ma che ne so, sarà che a furia di prendermi accuse di umorismo coatto, qualcuno si lascia andare. Questo Distraction non avrà più auto da demolire, né gente nuda in studio. Ma so già che non basterà. E pensare che questo è un programma per bambini. In questi mesi tanti di loro mi hanno fermato per strada chiedendomi quando tornavo. Alla fine ho ceduto, perché è solo il pubblico che mi dà il privilegio di fare questo mestiere».
Il comico e la gente: anche lei fa il Masaniello, ora?
«Io sono nato per divertirmi, dai villaggi turistici, al cabaret, alla tv non ho mai cambiato rotta. Mi sono sempre attenuto a una regola: non si parla di salute e di politica. Quelli che danno i voti alla politica dopo aver fatto il comico mi fanno ribrezzo».
Quindi, restando alla tv, per Distraction passa da Canale 5 a Italia 1. Nel farlo, ha chiesto permessi o consigli all'amico Ricci?
«Con Ricci ho un rapporto di stima, mi sento della squadra, ma non gli chiedo permessi. Piuttosto, consigli. Uno di quelli che mi dà sempre, e che non rispetto mai, è: attento a come parli. Ad esempio, dico che è da stupidi pensare che il ritorno a Italia 1 sia una regressione. Il target di Distraction è Italia 1, punto e basta. E poi mi sembra di averlo fatto bene in passato, meglio di altri colleghi...».
Cioè di Enrico Papi...
«Sì, il Papi che alla vigilia della prima edizione incontrai a Miami e mi disse, dopo aver visto il format: Teo, non fare Distraction, è una boiata. Poi dopo il mio successo, dal 18 per cento di share, ha colto al volo l'occasione di succedermi. Solo che lui ha fatto il 9. Ora dice che non lo farebbe più, che è tv spazzatura, buona per Mammucari. Io, che sono un signore, sono andato ad offrirgli un caffè».
Ci sono ospiti vip in programma?
«Vip? Viviamo in un mondo capovolto: ragazze che hanno fatto solo un calendario nella vita, si negano come star. Eva Henger, che mi deve un pezzo di celebrità, dopo Paperissima ha detto che non viene a fare giochi stupidi. Solo due ospiti fissi, il mitico Ciccio Graziani e Solange. E la valletta esordiente Nina Senicar».
E dopo Distraction?
«A febbraio, ho in ballo una cosa con Ricci. Ma non dirò altro».