Scozzoli che siluro: «Dovevo essere perfetto e ci sono riuscito»

Che meraviglia e alzi la mano chi se lo aspettava. Forse nemmeno lui. Fabio Scozzoli avrà fatto fuori tutta la bresaola, il parmigiano e i biscotti per l’infanzia che aveva messo nello zaino. Tutto fuori perché ora ci andranno due medaglie d’argento. Dopo quella nei 100 rana, ora quella nei 50 che parevano cosa d’altri. «Credevo che i primi due fossero inarrivabili». Ovvero il brasiliano Da Silva che ha vinto e il sudafricano Van der Burgh finito dietro. Arrivare quarti o quinti era una possibilità molto realistica.
Ed invece eccoci qui con un novello principe, storie impensabili nell’Italia dei poveri ma belli (due ori e due argenti in piscina a fronte di una valanga di flop), l’erede di Domenico Fioravanti e forse qualcosa di più, se i progressi continueranno in modo esponenziale fino ai Giochi di Londra. Oggi Fabio Scozzoli è un argento da mettere in cristalleria. Ieri ha nuotato sotto il record italiano (il terzo che batte in questi mondiali): 27"17, tre centesimi meno del record di Terrin, stabilito ai mondiali di Roma ma con costume gommato. E non è proprio un particolare da sottovalutare. Si è messo dietro uno dei tre turbo della rana, testa a testa con il sudafricano Van der Burgh, eppoi l’altro è scivolato indietro. Il norvegese Dale Oen non ne aveva più. Invece il brasiliano Da Silva, uno che ha facile la lacrima sul viso, ha nuotato ed è filato compatto come un siluro. Chissà, alla prossima magari!
«Per ora questa medaglia è goduria pura», Scozzoli sigilla così la sua impresa che si regala alla vigilia dei 23 anni, che compirà il 3 agosto, due giorni prima della Pellegrini. Le future mamme prendano appunti. Chissà che il mese non sia particolarmente fecondo per i nuotatori con stille da campioni. Prodotto di Imola, militare nell’Esercito, allenato da Tamas Gyertyanffy, l’ungherese che gli ha insegnato la cura dei particolari, Scozzoli crede nella cultura del lavoro e del sacrificio. Ed ha raccontato: «Ho lavorato anche in mattinata (la finale era nel primo pomeriggio - ndr) sugli ultimi dettagli, come l'uscita dal tuffo. Dovevo essere perfetto e ci sono riuscito. Divido i meriti della crescita, della condizione di atleta e delle mie capacità con Gyertyanffy. L'allenatore è il 70-80% dell'atleta. Senza l'allenatore, l'atleta non esiste. Questa medaglia è una piacevole sorpresa. A Londra non manca molto e voglio puntare al top».
Prima dell'argento di Scozzoli, l'Italia era salita solo una volta suo podio iridato nei 50 rana: Fukuoka 2001, bronzo a Domenico Fioravanti. Il 2010 è stato un anno molto positivo per il novello principe: 7 titoli italiani tra rana, misti e staffette. Agli Europei di Budapest bronzo nei 100 rana e oro nei 50. Altre medaglie agli europei di Eindhoven e ai mondiali Dubai, tutti in vasca corta. Su Facebook scrive: «Sono un ragazzo normale, semplice, sincero... forse con dei sogni diversi dal comune». Il prossimo? Lo ha detto in Tv: passare un giorno con Inzaghi e Valentino Rossi. Molto meno di una medaglia.