Scritte minacciose: i centri sociali alzano la tensione

Viale Umbria: a due passi dal covo degli autonomi insulti e stella a 5 punte contro Marchionne e sindacati. Il Comune: "I 'bravi ragazzi' calpestano la Costituzione, provocano guai e
vergogna per tutta la città"

Centri sociali all’attacco di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, e dei sindacati accusati di essere suoi complici. Ieri mattina lungo viale Umbria sono apparse una serie di vistose scritte ingiuriose nei confronti del manager e dei dirigenti di Cisl e Uil. Gli slogan erano firmati, oltre che con la falce e martello, con una stella a cinque punte. Non una «citazione» della simbologia delle Brigate Rosse - spiegano in Questura - ma più banalmente un prodotto dell’iconografia classica della sinistra radicale. A realizzare i murales, infatti, sarebbero stati i militanti di un centro sociale che sorge a pochi passi dalla lunga parete - all’angolo tra viale Umbria e via Tertulliano, dirimpetto alla lapide per il giudice Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea - scelta per tracciare le scritte.
«Marchionne sfruttatore», «Bonanni e Angeletti servi del potere», dicevano gli slogan. A poca distanza, erano stati appesi degli striscioni che annunciavano una iniziativa dell’adiacente centro sociale «Vittoria», uno dei ritrovi dell’area più estrema dell’antagonismo milanese. Ed è verosimilmente dagli stessi frequentatori del centro che sono state partorite le scritte contro i protagonisti dell’accordo alla Fiat di Pomigliano d’Arco.
Sull’episodio è intervenuto con un comunicato il vicesindaco Riccardo De Corato: «Le scritte ingiuriose contro Marchionne, Bonanni e Angeletti trovate questa mattina con firma falce e martello e una stella a 5 punte è l’ennesimo attacco ai sindacati e al mondo del lavoro che segue agli altri episodi accaduti poco più di una ventina di giorni fa quando dai ‘soliti noti’ ci furono minacce e fumogeni contro il giuslavorista Pietro Ichino e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni . Fatti da non sottovalutare. Mi chiedo cosa aspetti il Ministro Maroni a disattivare questi centri che contribuiscono a tenere vivo quel clima che porta poi al radicamento di forme eversive che, per fortuna, finora, grazie alla capacità di valenti magistrati sono state bloccate sul nascere. Se vogliamo disattivare una miccia sempre accesa prima che ci scappi un evento drammatico la prima cosa è chiudere questi luoghi».
«Oltre a farsi beffe della Costituzione – spiega De Corato - che fino a prova contraria tutela la proprietà (art. 42), i bravi ragazzi colgono ogni occasione per provocare guai e vergogne in città. Solo due giorni fa il Cantiere e la Bottiglieria occupata hanno messo in scena il solito copione durante il corteo del No Gelmini day quando i bravi ragazzi si sono mischiati agli studenti per alimentare tensioni contro le forze dell’ordine».