SCRITTORE AMERICANO

Nessuno aveva più notizie di lui da marzo, quando Matthew VanDyke, scrittore trentaduenne americano, aveva telefonato a sua madre. Era stato catturato dai lealisti a Brega. Per mesi è rimasto rinchiuso, in isolamento, nella prigione di Abu Salim. Fino a quando il carcere è «caduto» sotto l’assalto dei ribelli.«Eccoli, sono arrivati per linciarmi». Credeva davvero che quella sarebbe stata la sua fine. È rimasto immobile a fissare il muro dove aveva inciso tacche per segnare i giorni, poi ne aveva perso il conto - ha raccontato - fino a quando ha sentito una voce sempre più vicina recitare versi del corano e infine qualcuno aprire la porta. «Credevo fosse una trappola». E invece era libero.