«Lo scrittore»: la sedia gigante cade a pezzi

A soli due anni dalla sua inaugurazione nel Parco di Monza, «Lo Scrittore», gigantesca e naïf installazione dell'artista napoletano Giancarlo Neri, cade già a pezzi e rischia di provocare gravi infortuni. Un mese fa, infatti, un grosso pannello di legno si è staccato dal fondo della struttura precipitando al suolo da oltre sette metri di altezza. Per fortuna il cedimento non ha causato danni, ma nessuno ha provveduto a riparare l'opera o, quantomeno, a mettere in sicurezza l'area. «Lo Scrittore» è una scultura in acciaio, rivestita di compensato, alta 10 metri, larga 11 e dal peso complessivo di 6 tonnellate, che è stata donata a fine ottobre 2005 dalla Rottapharm, una multinazionale farmaceutica con sede a Monza, al comune brianzolo.
Precedentemente esposta a Roma e a Londra, in realtà «Lo Scrittore» si sta rivelando un’opera tanto suggestiva quanto fragile e dispendiosa. Composta da mille pezzi e verniciata con mille litri di pittura marrone, nel suo insieme appare essere, se non di valore, certamente assai costosa dal momento che, per il solo trasporto tra le due capitali, erano intervenute sponsorizzazioni per oltre 40.000 euro. È vero che «a caval donato non si guarda in bocca», ma l'installazione, che vuole simboleggiare la solitudine dello scrittore, non sembra in grado di resistere a lungo alle intemperie senza che le vengano praticate dosi massicce e costose di manutenzione.
Quando aveva lasciato la capitale, qualcuno si era dispiaciuto per i due clochard che si erano accampati sotto le sue gambe: non si immaginavano certo dello scampato pericolo.