La scrittrice Roy: il nuovo Gandhi è un nazionalista

L’attivista sociale indiana Arundhati Roy ha criticato la protesta contro la corruzione iniziata una settimana fa da Anna Hazare, ribattezzato il nuovo Gandhi», assicurando che «se pure i suoi metodi possono essere gandhiani, le sue richieste certamente non lo sono». Per l’autrice di «Il Dio delle piccole cose» l’ex militare di 74 anni divenuto pacifista è «propugnatore di un nazionalismo aggressivo» attraverso cui si insinua che «se non si condivide lo sciopero della fame, non si è autentici indiani». Inoltre Roy accende i riflettori sulle organizzazioni non governative che ruotano attorno a Hazare e ai suoi collaboratori e che «ricevono denaro dalla Coca Cola e da Lehman Brothers». Una di queste, «Kabir, promossa da figure chiave del “team Anna”, ha ricevuto in tre anni - assicura la scrittrice no global - 400.000 dollari dalla Ford Foundation e viene finanziata da potentati economici indiani».