Scrittrici, calze a rete e cotillons

Sull’aletta di Pene d’amore (Guanda, pagg. 216, euro 15) sette scrittori maschi lamentano che la letteratura erotica sia diventata un feudo femminile. Sarà anche vero, magari per le stracitate Almudena Grandes e Alina Reyes, ma tante debuttanti italiane a tema carnale in libreria tutte insieme non si erano mai viste.
Carmen Scotti che con Il vizio (Aliberti, pagg. 206, euro 15) recupera la tradizione dei piaceri à la japonaise. Proprio come ne La casa delle belle addormentate di Kawabata crea un morboso satiro, il signor Tosi, che visita regolarmente, in un misterioso palazzo nel centro di Milano, un’adolescente in fiore, praticando con lei ogni tipo di esercizio erotico. Ci attende però una seconda parte, meno poetica e più vicina all’attualità, in cui sarà il diario della fanciulla a svelare l’intrigo.
Sulla scia del mémoir estremo anche Ai miei piedi, della sessuologa Rosella Latella (Ponte alle Grazie, pagg. 192, euro 13). Protagonista la quarantenne Magalie, moglie fedele e madre premurosa, che si trasforma in «bella di giorno» con inserzioni sui giornali e raccoglie le cronache di formazione sessuale in un journal intime.
Castelvecchi riporta invece in Italia Lola Beccaria, pronipote dell’illustre Cesare, che in Una donna nuda (pagg. 224, euro 15) propone un «ritratto di viziosa» senz’alibi, pronta a compromettere matrimonio e morale per il sesso sfrenato, unico strumento di autentica libertà.
Stessa rivendicazione nel ruspante, e ai limiti del pornografico, Desideria (Editing, euro 15) della sindachessa di Scorzé Clara Caverzan, in cui esplode la rinascita sessuale di una trentenne provinciale insoddisfatta: è già un caso, con ventimila copie in dieci giorni.