Scrobogna (Ais): «Più naso e più poesia»

«Negli ultimi anni c’è stato un vero boom di allieve - dice Franco Ricci, presidente dell’Associazione italiana sommelier Roma -. Su circa 95mila presenze nel 2006, più del 30 per cento è costituito da donne, tra le quali tante giovani tra 18 e 25 anni. Rispetto agli allievi maschi, hanno maggiore facilità nel riconoscimento olfattivo dei vini, probabilmente perché hanno un’abitudine atavica al profumo. Questo boom di iscrizioni si traduce nell’apertura di tante enoteche, wine bar e botteghe dedicate al vino a gestione femminile». «Molte donne si avvicinano al mondo del vino per curiosità, per moda o perché trascinate dal partner - dice Daniela Scrobogna, delegata Ais di Roma e responsabile della didattica - e poi rimangono affascinate da un universo di cui ignoravano l’esistenza. Alcune delle nostre allieve hanno perfino lasciato il lavoro per fare del vino il proprio mestiere. Altre si appassionano al punto di proporsi come insegnanti, per la mescita di vino ai banchetti o per degustazioni. Sono persone di norma laureate che per qualche giorno alla settimana si dedicano interamente al vino. Io stessa ho iniziato per curiosità mentre studiavo architettura, dopo essermi laureata, ho deciso che volevo fare qualcosa di diverso e sono diventata sommelier». Con qualche atout. «Sono più rapide nell’analisi olfattiva - dice Scrobogna - e più poetiche. Non guardano solo ai dati tecnici ma colgono nuances e sfumature. Inizialmente, non gradiscono vini ricchi di tannino, che, invece, piacciono agli uomini, preferendo quelli eleganti e fruttati. A fine corso, uomini e donne si concentrano su vini di qualità, a prescindere dall’etichetta».