Scrutatori a sorteggio per paura di perdere

(...) Noi compresi, del vostro Giornale. Che solo pochi giorni fa, su queste pagine, mentre imperversava la polemica fasulla della sinistra sui brogli fasulli del centrodestra, vi abbiamo messo completamente fuori strada. D’accordo, in buona fede, seguendo le notizie certe e le norme vigenti. Ma è successo. Non abbiamo valutato il fattore S (Soviet). Così abbiamo sbagliato tutto, annunciando - con un certo trionfalismo - che i partiti della Casa delle libertà avevano individuato 300 volenterosi, preparati ai compiti di membro del seggio, ed erano pronti a «spalmarli» nelle varie sezioni genovesi per garantire agli elettori la piena legittimità del voto.
Tutto vero, tutto previsto nella normativa nazionale, approvata di recente proprio per cancellare ogni sospetto di irregolarità nelle varie fasi dell’espressione di voto e durante lo scrutinio, ma anche per evitare le difficoltà nella composizione del seggio: è noto che in molti casi, negli ultimi anni, le operazioni al seggio hanno subito forti ritardi per via di scrutatori designati controvoglia e costretti a ricorrere all’ultimo istante alla denuncia di malattie improvvise, con tanto di certificato medico, pur di evitare l’incarico.
Col nuovo sistema di designazione, invece - questo lo spirito della legge - si può tornare all’antico e, soprattutto, ad attribuire il compito a chi è motivato e addestrato. I partiti del centrodestra - aveva confermato in proposito Sandro Biasotti - addirittura si erano già preparati a organizzare corsi di formazione per gli addetti. Troppo, davvero, per non stanare i timori della sinistra.
Difatti i cervelli più vispi dello schieramento di maggioranza hanno subodorato il pericolo: «Se va così, finisce che le elezioni filano lisce e Enrico Deaglio non vende più una videocassetta della sua fiction». Bisogna correre ai ripari, e togliere di mezzo - legalmente, che diamine! - questo esercito di «scrutatori delle libertà», esperti di scrutinio, e pronti a scendere in campo per difendere l’espressione democratica del consenso.
Ci sono riusciti, ha vinto il fattore S: «Il blitz di ieri mattina in commissione - sbotta l’avvocato Roberto Cassinelli, coordinatore metropolitano di Forza Italia - non garantirà che nei seggi possano essere presenti, almeno proporzionalmente, tutte le liste. Anzi, si potrebbe arrivare al paradosso di un intero seggio composto da rappresentanti di uno stesso schieramento».
Drastica anche Raffaella Della Bianca, consigliere comunale degli azzurri e componente della commissione elettorale, che si è battuta contro l’approvazione del provvedimento: «I partiti della Casa delle libertà - spiega - avrebbero potuto contare su un consistente numero di scrutatori in grado di garantire la copertura di tutti i seggi a Genova. Col blitz della sinistra, ci troviamo ancora una volta di fronte a una scelta arrogante, dettata evidentemente anche dalla forte preoccupazione sull’esito delle prossime amministrative, e diretta a estromettere dai seggi quella che sarebbe stata una legittima presenza a garanzia della regolarità del risultato».
Conclude amaramente Cassinelli. «Si tratta, in ogni modo la si voglia considerare, di una decisione profondamente illegittima e inopportuna, ancora più grave nel momento in cui il parlamento delibera di procedere al riconteggio del 10 per cento delle schede elettorali della Camera dei deputati. È chiaro: significa che il centrodestra, a Genova e in altre città, può vincere. E quindi vogliono fermarci».