Lo scudetto 2006 mette l’Inter in isolamento

La conferma del titolo ai nerazzurri scatena gli altri club. Moratti:
"Niente revoca? Bella notizia". Ma Juve, Fiorentina e Milan chiedono
chiarezza sulle omissioni del 2006. Della Valle va all'attacco: i Viola
pronti a denunciare il colonnello Auricchio che stralciò le telefonate

La Figc ha deciso di non decidere facendo leva sul parere tecnico di cinque diversi consulenti legali: è quanto volevano le colombe del consiglio federale in contrapposizione ai falchi che la pensavano diversamente. Sarà anche il successo del diritto (o del rovescio?), lo è sicuramente di quanti ispirano la propria condotta di vita a metodi pilateschi. Resta il giudizio morale, e quello conta. E con esso un paio di domande: chi è competente a decidere sul dossier di Palazzi?

C’è una commissione che può farlo? Da questa vicenda abbiamo imparato che la Federcalcio non assegna scudetti, si limita a rilasciare (va bene il verbo?) il titolo di Campione d’Italia alla squadra classificatasi al primo posto della Serie A. Nella sostanza non cambia nulla. Per i consulenti di via Allegri sì. Ma la mancata assegnazione dello scudetto 2004-05 (che non andò alla Juve, ma nemmeno al Milan, secondo classificato) non è un atto amministrativo o, se ci perdonate il gioco di parole, un’assegnazione alla rovescia? E allora?
Di questa opinione è Enrico Lubrano, docente di Diritto dello Sport presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Luiss di Roma: «La competenza del Consiglio federale sull’assegnazione dello scudetto 2006 è indiscutibile. E’ inequivocabilmente pacifico che lo scudetto 2006 sia stato assegnato all’Inter dal commissario straordinario della Figc Guido Rossi. Tale fatto risulta oggettivamente dal comunicato-stampa 26 luglio 2006». Quindi aggiunge: «La nuova valutazione va fatta dal medesimo organo che ha posto in essere il provvedimento originario o d’ufficio o su richiesta di parte». A suo parere «la Juve, che ha presentato l’esposto, può ricorrere prima all’Alta Corte di Giustizia presso il Coni e poi, in sede di giustizia amministrativa, al Tar del Lazio ed eventualmente al Consiglio di Stato».

In attesa di ulteruiori sviluppi la valutazione dei legali appiattisce i lavori del consiglio federale, previsto il giorno 18, e isola l’Inter nel suo eburneo eremo. «E’ certamente una bella notizia», il commento di Massimo Moratti che altro non ha voluto aggiungere su quello scudetto a tavolino che oggi più di ieri spacca i club.

Intanto la Fiorentina ha lanciato un sasso pesante con il comunicato dell’altro giorno in cui pone precise domande al colonnello Auricchio, allora titolare dell’indagine: «Va fatta subito chiarezza su quanto è successo nell’estate del 2006 anche alla luce delle novità emerse dal processo di Napoli e dal supplemento di indagine svolto dal procuratore federale, dottor Palazzi. E’ necessario che venga spiegato a tutti perché migliaia di telefonate siano state accantonate dagli inquirenti, in particolare dal colonnello Auricchio, titolare dell’indagine». La società viola, ispirata da Della Valle, pone anche un’altra considerazione alle società che invita a sedersi attorno a un tavolo: «E’ fondamentale sapere se i Pm Narducci e Beatrice fossero tenuto all’oscuro…».

Le risposte più concrete sono giunte da Andrea Agnelli («Qui non è in gioco la credibilità del sistema») e soprattutto da Adriano Galliani che ha sposato al 100% la tesi della Fiorentina. Questa in sintesi la sua opinione: «E’ giunto il momento di svelenire il calcio italiano. Per riuscirci, però, occorre che il colonnello Auricchio ci spieghi perché nella sua indagine sono comparse soltanto determinate intercettazioni. E non altre. Se non avviene questo chiarimento, tutto rischia di rimanere com’è. Ben venga, dunque, l’idea della famiglia Della Vale di un tavolo di pacificazione, il Milan è pronto a parteciparvi». No comment da parte dell’Inter che a questo tavolo non sembra, per il momento almeno, disposta a partecipare. Sbagliando nel caso, perché la chiarezza non è un optional.

Ma c’è dell’altro. La Fiorentina, se non riceverà risposte concrete da parte del colonnello entro lunedì, ha chiesto ai propri legali di presentare una denuncia a carico proprio di Auricchio, «principale responsabile delle lacune e delle distorsioni emerse», per presunte omissioni sulla vicenda di Calciopoli. E non solo. Anche la Juventus è pronta a rivolgersi alla giustizia ordinaria su più fronti, fra cui una richiesta di risarcimento danni in sede civile. E’ un tridente che conta e che pesa all’interno del sistema.