Scudetto all’Inter? Sì, ma non è da festeggiare

Stankovic come Moratti: «Un segno per chi rispetta le regole». Bertolino: «Risarcimento alle ingiurie da bar»

Matthias Pfaender

Scudetto dovuto, ma non da festeggiare. Questa la linea generale seguita dai tifosi nerazzurri nel commentare la probabile assegnazione dello scudetto 2005/06 all’Inter. Se il titolo di Campione d’Italia della passata stagione verrà assegnato, come sembra ormai sicuro, alla «Beneamata», nessuno avrà voglia di celebrare l’evento con caroselli e sventolio di bandiere in piazza. Resta comunque, nelle dichiarazioni dei tifosi, la soddisfazione di appartenere all’unica delle tre grandi società del calcio italiano a non essere finita sotto inchiesta.
Il primo a dire la sua sull’argomento è stato Dejan Stankovic, il centrocampista serbo dell’Inter che, dal raduno dei nerazzurri a Riscone di Brunico, ha fatto riferimento a quanto detto l’altro giorno dal suo presidente Massimo Moratti (l'assegnazione dello scudetto sarebbe «fondamentale per distinguere chi ha rispettato e rispetta le regole e chi, secondo quanto è emerso, le ha violate»). Stankovic si è dichiarato «orgoglioso di quello che ha fatto l’Inter in campo e fuori. Concordiamo con quello che ha detto nei giorni scorsi Massimo Moratti. Sono state dette tante parole, io non voglio aggiungere altro. Ha ragione lui».
«Certo, è un titolo che avrà più che altro un valore simbolico - commenta il cantante Enrico Ruggeri - ma certificherà che in questi anni abbiamo perso perché quelli che sono arrivati davanti hanno imbrogliato». Neanche i comici di fede interista riescono a trovare l’aspetto divertente della situazione: «Sarebbe una soddisfazione, ma minima - ha commentato Paolo Rossi -. Moratti ha ragione a pretendere il titolo. Ma da tifoso, non riesco ad essere contento sino in fondo». «Fregiarsi dello scudetto sulla maglia è comunque bello - fa eco il comico Enrico Bertolino -. Sarebbe il giusto risarcimento morale per le diatribe da bar che noi interisti abbiamo dovuto subire in questi anni. L'unico juventino a cui lascerei lo scudetto - ha aggiunto - è Pessotto, il solo pulito della Juve».
Anche dal mondo del tifo organizzato non giungono segnali di entusiasmo: «È una vittoria di Pirro - ammette Massimo Girtanner, ex storico capo della curva nord -. Certo, se questo è il prezzo da pagare perché l’Italia sia rappresentata nella prossima stagione da quattro squadre in Champion League, paghiamo ben volentieri. Ma nessun interista festeggerà uno scudetto ottenuto così. Conserviamo l’entusiasmo per il prossimo titolo».
«Non festeggeremo - conferma Mario Locatelli, rappresentante per Milano del «Centro coordinamento Inter club», un’organizzazione che raggruppa tutti i tifosi nerazzurri su scala nazionale -. Aspettiamo che tornino in serie A Juve e Milan per batterle sul campo, vincere uno scudetto autentico e festeggiare davvero. Ce lo meritiamo».