Lo scudetto del baseball rischia di finire all’estero

Per la prima volta una squadra della piccola Repubblica insegue un titolo tricolore. E il giovane Maestri piace già ai pro americani

Filippo Fantasia

Nei playoff per quattro volte consecutive nei lontani anni Ottanta, mai però così in alto. La semifinale era sempre stata un'impresa impossibile. Non quest'anno. Sin dall'opening day del campionato di baseball, il San Marino aveva cominciato a fare sul serio. Ed è proprio la squadra del Titano la vera novità della lunga corsa verso lo scudetto, appena iniziata. Senza nascondere, pur avendo di fronte il blasonato Nettuno battuto subito in gara uno, di voler accarezzare il sogno. La prima, storica partecipazione dei rossoblù a una semifinale conferma che il fenomeno baseball è riuscito a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel panorama dello sport sammarinese: nella piccola Repubblica del Titano (25.000 abitanti), che pure ha dato i natali all'ex mediano della Juventus, Massimo Bonini, solo il «batti e corri» è al livello più alto tra gli sport di squadra, con il San Marino calcio e il basket in serie C1, mentre tra le glorie nazionali spiccano i campioni di motociclismo Manuel Poggiali (re della classe 125 nel 1999 e 250 nel 2003) ed Alex De Angelis.
Eppure, tra Internazionali di tennis e Gran premio di formula 1, il baseball a San Marino sta davvero vivendo il suo momento di gloria. Tanto è vero che nel 2006 potrebbe risorgere anche la nazionale sciolta 10 anni fa.
I giocatori sanno che quella che si è aperta non è una serie qualunque. In palio c'è l'accesso alle finali tricolori. Comprensibile quindi l'entusiasmo della squadra, allenata da un sammarinese doc come Doriano Bindi. C'era anche nell'86, l'anno dei primi playoff, ma da giocatore (era lanciatore). Due vecchie conoscenze dei diamanti italiani stanno guidando la carica dei Titani: Dave Sheldon, terza base di 42 anni, dall'87 in Italia e con una figlia, Kelly, giovane speranze del softball azzurro. E Danny Newman, quarantunenne jolly con un passato agonistico da Novara a Roma passando per Milano, Parma e Bologna. All'esperienza di Sheldon e Newman si affianca la compattezza di un organico forte e ambizioso con due cubani (il lanciatore Montanè e l'interbase Azuaje) e due venezuelani (Mendoza e il lanciatore Henriquez che vanta esperienze nelle Majors tra Houston, Miami e Detroit). Ma a San Marino brilla anche la stella del lanciatore Alessandro Maestri. La sua palla viaggia intorno alle 90 miglia orarie. Ha solo vent'anni, ma è già il gioiello dell'accademia europea della Major league americana.