Lo scudiero di Pinochet difende anche se stesso

Ha appena compiuto ottant’anni, ha l’aria timida, il sorriso mite, gli occhialoni da miope. Eppure... «Sono il più modesto, il più umile, ma il più leale soldato di questa causa», giurava quando di anni ne aveva appena quaranta e lo sguardo era nero, profondo, e i capelli tirati a lucido dalla brillantina. Di fronte a lui c’era il capo a fissarlo nascosto dietro gli occhiali neri, Augusto Pinochet, anno 1974. Pablo Rodriguez Grez era un tipo tosto allora, si era messo a capo di un gruppo ultranazionalista, Patria y Libertad, fu lui a terrorizzare il governo Allende e consegnarlo al golpe, dire che era temuto era poco: Pablo Rodriguez faceva paura. Furono i suoi uomini per esempio ad assassinare nel 1970 il comandante in capo dell’Esercito, il generale René Schneider. Erano tutti come lui: fedeli, obbedienti, spietati. Pablo Rodriguez Grez ancora oggi è lo stesso leale soldato della causa del capo. Guida uno degli studi legali più prestigiosi della capitale, è decano di diritto dell’università, sa come muoversi nei corridoi della giustizia. Da dieci anni difende Pinochet, all’inizio era riuscito a evitargli il processo, per incapacità di intendere e di volere. Ma ora è inevitabile: «Siamo in presenza di un'aberrante violazione dei diritti umani più elementari». Se lo dice lui...