Uno scudo anti missile per un miliardo di persone

La Nato cambia pelle al vertice di Lisbona con un nuovo concetto strategico per il futuro, lo scudo antimissile che proteggerà 900 milioni di persone, il piano della transizione in Afghanistan e il coinvolgimento della Russia. Al tavolo del summit, iniziato ieri pomeriggio, ci sono 28 capi di Stato o di governo dell’Alleanza. Nelle varie sessioni il vertice sarà allargato a una trentina di altri Paesi, a cominciare dalla Russia e dall’Afghanistan. A Lisbona sono arrivati per l’Italia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e quello degli Esteri Franco Frattini.
«Prenderemo decisioni importanti sul futuro della nostra Alleanza, decisioni che riaffermeranno l’impegno condiviso di tutti i nostri Paesi alla libertà e alla sicurezza dei propri cittadini», ha dichiarato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, aprendo a Lisbona i lavori del vertice. Il summit è iniziato con un minuto di silenzio in onore dei caduti della Nato, 2.200 dei quali morti in Afghanistan negli ultimi nove anni.
Nella sede super blindata della Fiera internazionale della capitale portoghese i leader daranno il via libera al nuovo concetto strategico dell’Alleanza atlantica. L’ultima revisione era stata fatta prima dell’11 settembre. Nonostante le difficoltà della sanguinosa missione afghana la Nato ribadirà la sua proiezione oltre i confini europei in aree di crisi che minaccino la sicurezza internazionale. I 28 membri approveranno una profonda riforma dell’organizzazione dell’Alleanza, che indica le nuove priorità nella difesa dagli attacchi cibernetici, dai missili balistici, dagli attentati alle linee dei rifornimenti energetici, nella lotta alla pirateria, al terrorismo internazionale e al narcotraffico.
Lo scudo antimissile europeo sarà uno dei nodi da sciogliere assieme a Mosca. Domani è previsto il Consiglio Nato-Russia alla presenza del presidente Dmitri Medvedev. Lo scudo, che dovrebbe integrarsi con uno analogo russo, garantirà 900 milioni di persone da attacchi di Paesi ostili. Mosca chiederà un ruolo paritario nel grande progetto difensivo. Tra il 2011 e il 2020 saranno schierati i sistemi d’arma contro ogni tipo di minaccia balistica ai 28 Paesi dell’Alleanza. L’ampliamento e l’integrazione dei vari sistemi, costerà circa 200 milioni di euro in dieci anni. Un altro ostacolo potrebbe essere la Turchia, che pretende il comando e non vuole siano citati i paesi potenzialmente ostili, come Iran e Siria, a causa del suo nuovo ruolo di potenza regionale in Medio Oriente.
«Le due decisioni principali che Rasmussen spera siano raggiunte a Lisbona sono quella sul via libera al progetto dello scudo per proteggere la popolazione e il territorio europeo e l’offerta alla Russia di cooperare», ha spiegato James Appathurai, il portavoce delle Nato.
Un’altra pietra miliare del summit di Lisbona è l’avvio della transizione in Afghanistan, che fra il 2011 ed il 2014 dovrà passare il testimone della sicurezza alle forze locali. Entro la fine del prossimo anno la Nato si pone l’obiettivo di addestrare poco più di 3.000 uomini delle forze di sicurezza afghane. A Lisbona non sarà indicata una scaletta dettagliata di date e luoghi, ma saranno precisate le condizioni per rendere possibile il ritiro. Il segretario della Nato ha assicurato che il disimpegno sarà graduale «provincia per provincia e distretto per distretto». Dopo il 2014 lo stesso presidente Barack Obama ha garantito che l’Afghanistan non sarà abbandonato a se stesso. Sul terreno rimarranno addestratori e contingenti di azione rapida nelle basi, come in Irak, da impiegare in caso di necessità.
In occasione del vertice il think tank americano Consiglio internazionale sulla sicurezza e lo sviluppo ha reso noto un rapporto shock. Il 92% di mille intervistati afghani in due province meridionali roccaforti dei talebani non sanno nulla dell’11 settembre e del motivo della presenza delle truppe internazionali. Non solo: il 61% non crede che le forze afghane siano in grado di garantire la sicurezza.
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