Lo scudo spaziale divide la sinistra: Mussi e Giordano attaccano d'Alema

Roma - Lo scudo spaziale esplode anche sul governo Prodi e sulla maggioranza, davvero divisa su tutto tranne che lasciare di nuovo la parola agli elettori come chiede la Cdl. I leader di Sinistra democratica e Rifondazione comunista, Fabio Mussi e Franco Giordano, polemizzano con il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, reo a loro giudizio di avere espresso in una dichiarazione di oggi una disponibilità di massima per l’adesione dell’Italia al progetto di scudo anti-missile statunitense. «Ma chi l’ha deciso? In quale aula parlamentare è stato deciso che l’Italia può non essere contraria allo scudo stellare? Chiedo - dice Mussi intervenendo all’assemblea unitaria dei parlamentari della sinistra dell’Unione - che la maggioranza si riunisca e il Governo ne discuta perché penso che l’Italia deve essere contraria all’installazione di missili ai confini con la Russia. Con la Russia stiamo scherzando da un pezzo».
Secondo il leader di Sd, «c’è un rapporto tra le posizioni sul riarmo e il clima. C’è bisogno di un piano pluriennale che vada oltre Kyoto, perché se i soldi si spendono in armi non si possono spendere sul clima. Il nostro Governo su questo deve essere in prima linea».
Sulla questione dello scudo spaziale gli fa eco, sempre dal palco del Capranica a Roma, dove è in corso la prima assemblea unitaria dei parlamentari di Prc, Pdci, Verdi e Sd, Franco Giordano: «Sono d’accordo con Mussi - dice - non accetteremo mai che il nostro Paese possa aderire all’impianto dello scudo spaziale».

Le parole del ministro degli Esteri contestate «Irrituale e fonte di un certo turbamento». Così Massimo D’Alema ha bocciato stamani il negoziato bilaterale sullo scudo spaziale. Il vicepremier e ministro degli Esteri si dice contrario al negoziato tra gli Usa e alcuni Paesi europei sull’installazione in Polonia e Repubblica Ceca di un sistema di protezione antimissilistico, verso il quale l’Italia - precisa- non è «in linea di principio» contraria ma spinge affinché la questione sia discussa nell’ambito del Consiglio Nato-Russia.