Scuola, 100mila in corsa per 700 posti da bidello

A caccia di un posto di lavoro nella scuola, a tutti i costi. Anche con autocertificazioni false. In questi giorni le scuole stanno coprendo gli organici del personale non docente sulla base delle graduatorie di istituto. A Milano e provincia sono previste complessivamente 700 nomine.
«Con la situazione esistente in Italia – osserva il sindacalista Pippo Frisone – questa è un’occasione ambita: basti pensare che sono almeno centomila i candidati iscritti nelle graduatorie milanesi. E ora anche per svolgere l’incarico di ausiliario (nrd di bidello) viene richiesto un titolo di studio almeno di qualifica di istituto professionale. Con un’eccezione: basta la terza media per chi abbia alle spalle almeno 30 giorni di servizio pregresso». Un posto e relativo stipendio preziosi e ambiti, dunque. E per assicurare una gestione corretta delle operazioni, il dirigente provinciale dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale) Antonio Lupacchino aveva inviato alle scuole una circolare in cui si invitava ad effettuare un controllo severo delle domande di incarico. «Una precauzione necessaria – dice Lupacchino – perché ci stanno arrivando a centinaia posizioni di irregolarità». I dirigenti scolastici impegnati nelle nomine appena affrontano un caso sono tenuti e verificare che le autocertificazioni siano suffragate dalla regolarità della documentazione.
Ancora una volta i falsi più frequenti riguarderebbero certificati di servizio rilasciati con eccessiva facilità. E quando le carte non sono in regola, scattano i guai: non solo salta la possibilità di avere un posto, ma contemporaneamente viene avviata una vera a propria procedura giudiziaria con denuncia di falso in atto pubblico.
Già lo scorso anno questi controlli avevano indotto Antonio Lupacchino a denunciare alla procura della Repubblica una cinquantina di persone che avevano tentato la conquista di un posto di personale non docente sulla base di autocertificazioni false. «Il magistrato – ricorda il dirigente provinciale della scuola – ha già fatto sequestrare la documentazione in nostro possesso, il procedimento è tuttora in corso». L’amministrazione scolastica in attesa che la giustizia faccia il suo corso continua i suoi controlli e porta a galla altre irregolarità.
«E’ una forma di tutela dei diritti delle persone – commenta Antonio Lupacchino – Oggi uno stipendio è più che mai prezioso, e va assicurato solo a chi ne ha diritto. Spero che la gente cominci a capire che gli imbrogli da noi non passano».
«Un rigore che noi apprezziamo – dice il sindacalista Frisone – perché il rispetto delle regole è una garanzia necessaria per tutti».