Scuola, 10mila precari in corsa ma i posti sono soltanto 900

Tante le università che non hanno ancora avviato i corsi

Augusto Pozzoli

Ormai per fare l’insegnante è necessaria una laurea specifica. E per i precari non ancora abilitati che da anni sono in attesa di una cattedra? Letizia Moratti, prima di lasciare l’incarico di ministro del Miur, aveva pensato anche a loro offrendo la possibilità di raggiungere l’abilitazione attraverso un corso (a pagamento) da seguire per 600 ore. A Milano e Lombardia sono 10mila gli aspiranti a sfruttare questa ultima possibilità per acquisire il titolo valido per svolgere la professione, ma finora le università lombarde a cui compete organizzare i corsi hanno posto solo per 900 persone. Un fenomeno che riguarda anche altre regioni, Emilia Romagna e Veneto, ma solo in Lombardia ha assunto dimensioni così macroscopiche. «Non c’è da stupirsi se da noi la situazione è così pesante – commenta Alessandro Dutto, segretario regionale dello Snals – perché storicamente la piaga del precariato colpisce le scuole della nostra regione. Ma questo non può cancellare un diritto sancito da una specifica norma nazionale. E invece siamo di fronte a un disguido clamoroso: corsi che in teoria dovrebbero concludersi entro il 2006 che non solo non sono ancora partiti, ma che rischiano di essere vietati alla stragrande maggioranza degli aventi diritto». Una vicenda che si trascina da mesi senza soluzione. Recentemente era stato fissato per il 31 agosto il termine per la presentazione delle domande degli aventi diritto (almeno 360 giorni di insegnamento come supplenti alle spalle), ma per prima cosa i sindacati della scuola sono riusciti a ottenere lo slittamento di questa scadenza fino all’11 settembre. Il problema comunque resta. «Visto che le università da sole non ce la fanno a organizzare questi corsi - promette Mario Dutto, direttore scolastico regionale – ho chiesto al ministero della Pubblica istruzione di poter coinvolgere le associazioni professionali che, con la competenza dei loro aderenti, potrebbero supplire alla carenza dei posti. Ovviamente alla fine toccherà sempre alle università rilasciare i titoli di abilitazione, perché così vuole la legge». Un’ipotesi che lascia perplesse le organizzazioni sindacali che tuttavia sono pronte a discuterne a patto che tutti possano seguire un corso per raggiungere l’abilitazione. Se ne parlerà oggi durante un incontro appositamente organizzato presso l’ufficio della direzione scolastica regionale. «Una soluzione va trovata e rapidamente – conclude Alessandro Dutto –. I precari se l’aspettano e sono pronti ad assumere un impegno non indifferente. Anche da un punto di vista economico, perché le università per dare questo titolo chiedono a ciascun candidato 2500 euro».