Scuola, 350 prof in meno e 16mila alunni in più

Il prossimo anno scolastico sono previsti 16mila alunni in più iscritti nelle scuole di Milano e Lombardia. Paradossalmente, tuttavia, il ministero della Pubblica istruzione ha messo a disposizione 349 insegnanti in meno. I dati sono ufficiali, e si sapranno nei prossimi giorni.
Dove e come, dunque, si dovranno tagliare i posti che, come è noto, sono richiesti dalla Finanziaria? Si profila una trattativa pesante fra amministrazione scolastica chiamata a mettere in pratica le indicazioni ministeriali e sindacati della scuola notoriamente contrari ai tagli di organici richiesti. Il confronto ha avuto inizio ieri. «È inutile che i sindacalisti confederali si consolino dicendo che c’è discontinuità tra il sindaco di Milano Letizia Moratti e il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni – dichiara Alessandro Dutto, segretario regionale dello Snals – I tagli continuano e noi non siamo d’accordo. Cercheremo in ogni modo di contrastarli». Un primo momento di confronto si è già svolto nei giorni scorsi, ma finora solo per verificare i dati su cui lavorare.
E oggi all’Usp (Ufficio scolastico provinciale, l’ex provveditorato) di via Ripamonti è in programma il primo braccio di ferro per la distribuzione dei posti nelle scuole milanesi dove bisognerà fare i conti con la crescente domanda di tempo pieno alle elementari, ma anche sull’esubero di studenti alle superiori. Un’operazione complessa che peraltro non riguarda solo la possibilità di assicurare alle classi le risorse necessarie per funzionare. «Dobbiamo stare molto attenti – continua Alessandro Dutto – a come si faranno i tagli previsti perché qui sono in gioco anche le immissioni in ruolo. Fioroni ha ottenuto l’autorizzazione ad assumere 70 mila precari, ma a questo punto si tratta di salvaguardare i meccanismo che consentano a insegnanti che da decenni aspettano di avere un posto fisso di raggiungere l’obiettivo. Per molti potrebbe essere l’ultima occasione per sistemarsi: non possiamo perderla. Per il sindacato si tratta di un impegno irrinunciabile».
Per la scuola milanese la questione più critica resta in ogni modo la domanda del tempo pieno. Alle elementari non sono previsti tagli, tuttavia le risorse disponibili sono insufficienti per assicurare a tutte le classi le cosiddette compresenze, ossia quattro ore settimanali per svolgere attività di classi aperte. Il primo punto sarà quello di verificare il numero delle domande. «Sarebbero meno del previsto dice Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola – quindi i fabbisogno potrebbe scendere da 500 a 400 posti. Siamo comunque molti lontani dal risolvere il problema».