Scuola: 55 milioni per i corsi di recupero destinati ai "somari"

Il ministero dell'Istruzione annuncia un finanziamento aggiuntivo per sostenere l'organizzazione del recupero degli alunni in difficoltà Quest'anno le insufficienze fanno ancora più paura per il ritorno dei voti in decimi e del giudizio sulla condotta.

Il governo finanzierà con 55 milioni di euro in più l'organizzazione dei corsi di recupero per gli studenti “indebitati“. In molte scuole sono già state consegnate le pagelle e in tutte le altre sono in arrivo. Più ancora che negli anni scorsi con il ritorno dei voti in decimi pure alle elementari ed alle medie e la grande novità del voto in condotta che farà media, le insufficienze preoccupano studenti, famiglie e professori. Gli istituti sono tenuti ad organizzare entro il mese di marzo i corsi di recupero per gli alunni in difficoltà, almeno 15 ore per materia. E già nelle scorse settimane qualche scuola in difficoltà aveva lanciato l'allarme fondi: pochi quelli a disposizione per l'organizzazione dei corsi. Ieri il ministero della Pubblica Istruzione ha diramato una circolare per ribadire l'obbligo da parte degli istituti di attivare azioni di recupero per le carenze degli studenti e soprattutto per annunciare la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive pari a 55 milioni di euro che «saranno quanto prima erogati alle singole istituzioni scolastiche». Nel documento il direttore generale Mario Dutto ricorda che nell'anno scolastico 2007/2008 dirigenti e docenti grazie ad «significativo impegno umano e professionale» hanno ottenuto esiti soddisfacenti nel recupero degli studenti. Si ricorda poi che, pur nel rispetto dell'autonomia degli istituti, i dirigenti scolastici sono tenuti a programmare iniziative «per sostenere e favorire l'apprendimento di ciascun alunno» che possono essere realizzate «attraverso i modelli didattici della flessibilità». Il ministero comunque ipotizza che per l'anno corrente si profili «una più limitata esigenza di interventi di recupero» visto l'impegno profuso nello scorso anno. Infatti «gli alunni che stanno frequentando le rispettive classi, all'avvio delle lezioni, avevano in linea di massima le conoscenze e le competenze richieste». La circolare ricorda pure che i corsi di recupero possono essere realizzati attraverso i modelli didattici della flessibilità. Dunque «possono essere previsti secondo scadenze scaglionate e organizzati anche per temporanei gruppi classe.I gruppi-classe possono essere costituiti anche da studenti omogenei per la carenze dimostrate nelle stesse discipline, provenienti da sezioni diverse. Oppure da studenti con livelli di preparazione omogenei provenienti da sezioni diverse, che necessitino di un'adeguata azione di mantenimento». I corsi poi, scrive il ministero, possono essere indirizzati anche ad alunni preparati, quelli studiosi e bravi insomma, per una «proficua azione di approfondimento». Per quanto riguarda il problema delle risorse il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna, osserva che « si pone soprattutto per quelle scuole che, per organizzare i corsi di recupero, reclutano insegnanti esterni». La circolare ricorda alle scuole che comunque potranno far ricorso ai «fondi residui relativi alle risorse finanziarie» assegnate lo scorso anno; ai fondi per «il miglioramento dell'offerta formativa» ed ovviamente alle «risorse finanziarie aggiuntive pari a 55 milioni di euro».