Scuola, via alle assunzioni Precariato finito per 2500

Sindacati polemici sui trasferimenti dei dirigenti: «Casi poco chiari»

All’Usp (Ufficio scolastico provinciale, l’ex provveditorato) sono pronti per assumere in ruolo i precari. Dal ministero stanno arrivando in dettaglio i dati relativi alle assunzioni nelle scuole di Milano e provincia, ma si sa che saranno intorno ai 2500 i posti fissi da assegnare. E in questa prospettiva questa mattina saranno pubblicate le graduatorie aggiornate degli aspiranti a un posto degli attuali precari.
Graduatorie che potrebbero prevedere dei passi in avanti da parte di chi era iscritto con riserva e aspettava la conclusione di un corso per acquisire l’abilitazione.
Quando le convocazioni per la scelta della cattedra? «Dal 10 luglio in poi – spiega Antonio Lupacchino, dirigente dell’Usp – solo allora, perché entro quella data si dovrà terminare l’operazione degli utilizzi e, quindi, si avrà la mappa delle cattedre libere per gli incarichi di ruolo». Non c’è dubbio in ogni modo che con l’assegnazione dei posti fissi si darà un altro importante colpo al valzer delle cattedre.
Tuttavia saranno ancora migliaia i posti da assegnare ai precari con incarico annuale, assunti a settembre, cioè, e licenziati alla fine dell’anno scolastico. Comunque l’area della precarietà delle cattedre nella scuola milanese si ridurrà ancora sensibilmente, e questo tutto a vantaggio della regolarità dell’inizio delle lezioni il prossimo anno scolastico. Una scadenza a cui il ministro Mariastella Gelmini tiene molto.
Non è un caso che nei giorni scorsi ha fatto convocare dal capo dipartimento tutti i dirigenti degli Usp italiani per impartire disposizioni rigide perché venga assicurata la chiusura delle operazioni della copertura completa delle cattedre entro l’avvio delle lezioni.
C’è polemica intanto sull’assegnazione delle sedi ai dirigenti scolastici che hanno chiesto il trasferimento. Ognuno di loro ha presentato domanda indicando tre sedi preferite entro le quali la direzione scolastica regionale farà la sua scelta. Quando è possibile si tiene conto della prima indicazione, ma questo non è sempre successo.
Da qui la contestazione di tutti i sindacati della scuola che vogliono avere spiegazioni sui criteri adottati. «In particolare – dicono i sindacati – c’è un caso a Brescia di un preside che ha avuto la sede scelta da un collega con più titoli. E questo va in giro a vantarsi di essere amico del ministro».